CAP-9
Due settimane di viaggio, era stanco e affamato, e le sue condizioni non erano delle migliori. Su un Drago sarebbe arrivato in qualche ora, a cavallo invece la cosa era diversa. Attraversare monti, pianure e valli era difficile. Un Drago avrebbe sorvolato tutto e con volo spedito sarebbe arrivato in men che non si dica a destinazione. Ora era costretto a soffrire fame e sete e arrivare il prima possibile alla sua meta.
Ira Tenax sbuffava scocciato, non voleva più camminare. Così Dargor fu costretto a fermarsi lungo un fiume dalle acque cristalline, fece bere e mangiare il suo destriero mentre cercava qualche bacca commestibile o qualsiasi cosa che si potesse mangiare, provò anche a pescare qualche salmone e infatti ne riuscì a prendere un paio e a sfamarsi con quelli. Fece delle scorte di acqua e riprese il cammino verso la Catena Avversa, ai piedi di esse c'era il villaggio delle Amazzoni, lì avrebbe riposato per due giorni e poi avrebbe ripreso il viaggio.

Due settimane di noia totale. La vita era monotona e la Strega Bianca non accennava segni di ripresa. Hess continuava a occuparsi degli allievi del cugino ed era quasi irreperibile. Ogni tanto si faceva vivo per accertarsi che la Strega e la principessa stessero bene.
Suonava il pianoforte color avorio con malinconia. Lo sguardo era perso su quei tasti che aveva sempre suonato con entusiasmo. Il vestito bianco svolazzava per la brezza pomeridiana che entrava dalle finestre aperte. Le mancavano i suoi genitori, non si sapeva che fine avesse fatto sua madre, possibile che fosse scappata? Questo pensiero la infastidiva.
lL ricordo poi di suo padre le attanagliava il cuore facendola piangere molto spesso.
-La Strega Bianca vuole vederla.- disse l'ancella, ormai stava sempre insieme alle due donne, si chiamava Khalen. Aveva lunghi capelli corvini, lisci e quasi sempre raccolti in una treccia, gli occhi erano castani e il volto molto dolce. Non era un Angelo Bianco purosangue e i suoi capelli neri lo dimostravano, ciononostante era molto bella, aveva circa 16 anni.
-Arrivo.- rispose Sophì, aveva un tono quasi annoiato ma era felice che la sua tutrice si fosse ripresa. Entrò nella camera dove la donna riposava, aveva il volto magro ed era pallida, i capelli spettinati ricadevano a ciocche sul cuscino nero -Strega Bianca!- esclamò la principessa. Appena Hymeh si mise a sedere la fanciulla corse ad abbracciarla -Come stai?- chiese ansiosa.
-Bene, se posso dirlo.- rispose la donna con voce molto bassa -Lo Specchio probabilmente si sarà rotto, mi dispiace.- disse con voce affranta.
-Lo so. Mi sono anche tagliata.- la principessa mostrò il piccolo taglio -Non si può aggiustare?-
-Solo gli Elfi possono farlo perchè sono stati loro gli artefici.- spiegò la Strega -Ma dovremo andare a Galatea e penso che Wandarer non ce lo permetterà. E' stato lui a organizzare questo complotto. Mi ha fatta quasi ammazzare da uno dei suoi colleghi.- portò la mano sulla ferita che, nonostante le attenzioni della sua principessa, non si era rimarginata completamente e bruciava in continuazione.
A Sophì doleva il cuore sentire queste cose ma poi le venne in mente un particolare -Quando ti abbiamo trovata, io ho notato una cosa. Hai una grande cicatrice su un fianco, assomiglia al morso di qualcosa.-
Hymeh spostò lo sguardo su Sophì, sembrava quasi impassibile -Non è niente. Ero stata aggredita da piccola da un animale da guardia ma non ricordo cosa fosse.- Era vero, non ricordava niente dell'accaduto, niente. Ogni volta aveva guardato nello Specchio in cerca di qualche indizio, ma gli unici ricordi che aveva riguardavano un vecchio Mago che la salvava da una morte certa, aveva circa 11 anni -Non è niente, non si preoccupi.-
-Posso fare qualcosa?- chiese la principessa preoccupata.
Hymeh scosse il capo -Mi sento completamente distrutta, sotto tutti i punti di vista.- disse -Mi sento sporca.- aveva iniziato a singhiozzare -Quel Nixon o come si chiama, non so cosa avesse ma i miei incantesimi non verbali non avevano effetto su di lui.-
-Nixon è un osso duro. Wandarer lo aveva scelto apposta.- disse una voce maschile, era Hess -Sa delle tue potenzialità e non voleva rischiare. La cosa che non aveva previsto era la reazione di Sophì, non se lo aspettava. Insomma, il patto e il rifiuto di concedersi. Reazioni del tutto anomali per un Angelo Bianco. Ma a noi sta bene così, vero Sophì?- sorrise ed entrò nella stanza chiudendosi la porta alle spalle.
Sophì concordò in pieno -E poi ora stai meglio! Questo è quello che conta! Ma... Dargor mi ha detto che i tuoi poteri non torneranno più.-
Hymeh non rispose, preferì tacere e fissare il baldacchino del suo letto, poco dopo riprese a piangere -Non sapete come mi senta in questo momento. Mi sento così inutile!-
La sensazione di vuoto la pervadeva in ogni punto del corpo. Sembrava che le fosse stato tolto qualcosa di vitale importanza. La debolezza sembrava non volersene andare, forse perchè i suoi poteri erano la sua vera forza. E le garantivano di sopravvivere.
-Ma non lo sei. La tua conoscenza resta sempre!- disse Hess, si sedette al suo fianco abbracciandola -Credi di poterti liberare di me se non hai più quei sotterfugi che si chiamano poteri magici?- sorrise dandole un bacio sulla fronte -Devi imparare che non tutte le persone stringono amicizie per propri interessi. Secondo te Dargor è fuggito? No. Si sta dando da fare, sta raccogliendo le forze e probabilmente coinvolgerà anche i ribelli che si opporranno al dominio di Wandarer quando salirà. Anzi, è già salito visto che in soli tre giorni ha già iniziato a spadroneggiare. Gli Angeli Bianchi si stanno agitando, sono a disagio.- spostò lo sguardo sulla principessa, preoccupato.
-Purtroppo non sono capace di tenere testa a queste situazioni.- disse Sophì dispiaciuta -Sono riuscita a sfuggirgli ma ogni tanto fa lo scemo.- si sedette anche lei sul materasso morbido -Più di questo non posso fare. Fino a quando non sarà coinvolta la popolazione mi sta bene. Non sta toccando le tasse, non sta obbligando nessuno a fare quello che vuole.-
-Non vuole che scoppi una rivolta, ovvio.- disse Hess -Anche io avrei agito così. Inoltre per ora non ha alcun diritto di governare. Quello che ai tuoi sudditi dà fastidio è vedere Wandarer sul trono e che dà consigli al posto dei due sovrani. Però ho visto che tutta la popolazione ha partecipato al funerale di Akron. Mi fa piacere.-
-Anche a me. Significa che sono fedeli alla corona.- intervenne Hymeh -E anche io lo sono. Non mi importa di morire, voglio liberare Erian da questa situazione. Ah, la regina è in un posto, è stata portata da una persona di cui mi fido ciecamente. Sta bene.-
-Sul serio? Mia madre sta bene? Come sono felice! E dov'è?- chiese Sophì entusiasta.
-In uno dei posti più impensabili, mi creda. Ma non posso dire altro. Ho parlato con Dargor la stessa notte e mi ha detto delle cose. Forse lo Specchio può fungere da scusa.- iniziò a riflettere la Strega -Vede. Dobbiamo andare..-
-Specchio?- chiese Hess -Che Specchio?-
-Niente. Uno Specchio che regalarono gli Elfi alla principessa, si è rotto e dobbiamo farlo aggiustare. Lo avevo io quando si è rotto, a causa di Nixon.- rispose Hymeh vagamente -E comunque dicevo. Potremo usare lo Specchio come scusa per uscire dal castello e andare invece nel posto dove Dargor mi aveva detto di dirigermi in casi come questi.-
-Mio cugino è previdente. Preferisce prevenire che curare. Ecco dov'era andato allora! Quel deficiente non mi dice mai niente!.- disse Hess, poi guardò Hymeh con speranza, si aspettava che la Strega gli rivelasse il luogo ma non ebbe risposta dato che la donna preferiva bere un bel bicchiere di acqua portatole dall' ancella.
-Cosa dovrei dire a Wandarer?- chiese Sophì all'improvviso.
-La verità. Andremo ad aggiustare lo Specchio. Magari ci fermeremo un pò a Galatea, è un bel posto infondo.- disse Hymeh posando il bicchiere -Grazie cara. Ora però dovremo aspettare la mia ripresa anche se il viaggio sarà rischioso. Non ho più poteri quindi non potrò difenderla come facevo prima.-
-Potrei venire anche io.- si propose l' Angelo Nero -Beh, Hymeh protegge te, Sophì, e io proteggo Hymeh.- la guardò con un sorriso.
-E verrà anche Khalen, non posso lasciarla quì.- la principessa sorrise alla sua ancella, la quale tirò un sospiro di sollievo.
-Per me va bene. Tanto andiamo solo a Galatea, inoltre non vorrei che Wandarer vi facesse pedinare, io potrei fungere da scorta.- disse Hess.
Hymeh era abbastanza perplessa, continuava a guardare il baldacchino -Non so. Però penso vada bene. Principessa, provi a parlare con Wandarer e vede cosa risponde. Tanto è la verità, ci sarà solo una piccola variante nel nostro itinerario ma niente di così eclatante.- la guardò furbescamente.
-Va bene. Ci provo! Vado e torno!- disse Sophì correndo fuori seguita da Khalen.
-Finalmente soli.- esclamò Hess sorridente -Sai, che tu sia una donna normale non mi dispiace, sei meno pericolosa!-
Hymeh lo guardava ancora più perplessa, un sopracciglio inarcato -A me non piace.- disse secca.

-Poi potremo costruire delle mura di cinta per proteggere il territorio dai Troll.- disse Wandarer con una mappa di Erian.
-Penso sia buona come idea.- concordò Nixon che osservava la mappa.
-Wandarer?.- chiamò Sophì.
L'angelo Nero fu ben felice di vederla -A cosa devo la tua visita? E' raro che vieni di tua sponte.- era ironico.
-Beh, ero venuta a chiederti una cosa.- era abbastanza titubante, l'ancella dietro di lei faceva cerchietti sul pavimento con un piede.
-Dimmi pure! C'è qualcosa che ti piacerebbe avere? Sai che sono pieno di risorse...-
-Oh no. Non ti preoccupare, sto bene così. Ma, ecco, vedi... per il mio compleanno gli Elfi mi regalarono uno Specchio molto bello. Ora lo Specchio si è rotto e per aggiustarlo dovrei andare a Galatea.- spiegò pasticciando con le ciocche dei lunghi capelli dorati.
Wandarer era un pò sospettoso -Portami lo specchio.- disse.
Sophì lo aveva con sè, mancava un bel pezzo di vetro al centro e ciò non permetteva all'oggetto di svolgere il suo reale compito. L' Angelo Nero lo osservava con interesse ma non ci trovò niente di strano e lo restituì alla proprietaria -Molto bello, davvero! Gli Elfi sono degli ottimi fabbri. Va bene. E dimmi, andate con qualcuno immagino.- restituì lo splendido oggetto alla proprietaria.
-Beh, Hess voleva accompagnarci perchè la Strega Bianca non può usare la magia perchè non sta bene.-
-Beh... - il generale diede uno sguardo a Nixon -Verrà anche il sovrintendente Nixon. Voglio essere sicuro che andiate a Galatea. Poi Hess da solo non può proteggervi con facilità per quanto sia valoroso.-
Il cuore della principessa fece una capriola all' indietro, se lo sentiva in gola -Va bene.- rispose con normalità e tornò nei corridoi seguita dall'ancella. Corse di fretta e raggiunse gli altri -Non sapete cosa ha detto Wandarer!- esclamò ansimante -E' una tragedia.-
-Che non puoi andare?.- chiese Hess.
-Peggio, verrà anche Nixon con noi.- rispose Sophì con tono grave.
La Strega Bianca spalancò gli occhi sentendo quel nome -E perchè mai? Il generale sa che è stato lui a ridurmi così!-
-Lo so. Potremo escogitare qualcosa quando saremo a Galatea.- si intromise Hess -Sarò io a pensare a tutto, voi dovrete solo pensare allo Specchio, quando poi non so nemmeno perchè sia così importante!-
-Beh, fatti regalare uno specchio da un Elfo e poi vedi quanto ti piacerà. Quando si romperà vorrai subito correre da loro per fartelo aggiustare.- disse Sophì altezzosa, era l' unico modo per non dire la verità al cugino di Dargor.

-Dunque è successo un bel pasticcio.- disse una donna -E tu lo sapevi. Non potevi parlare direttamente coi sovrani? Avreste evitato un sacco di problemi.- Rhodesia prendeva delle bende e le avvolgeva attorno alle ferite del principe Dargor.
-Ti prego, non dire idiozie. Non mi avrebbero creduto.- sembrava stanco più della storia che del viaggio.
-Ad ogni modo sei quì. Puoi contare su di noi e sulla nostra riconoscenza.- disse Rhodesia con un bel sorriso.
-Mi fa piacere.- disse il ragazzo.
Il villaggio delle Amazzoni era ai piedi della Catena Impervia. La difficoltà di raggiungerlo stava nello scalare una ripidissima discesa. Chi andava a cavallo doveva fare la strada a piedi e i numerosi ciottoli favorivano rovinose cadute, spesso fratturavano le zampe dei cavalli e provocavano distorsioni lievi ai viandanti.
Tutti conoscevano la pessima fama delle Amazzoni, abili combattenti e tutti evitavano di incontrarle. Anche i Troll erano spaventati e preferivano stare ad alta quota evitando così scontri inutili.
Dargor era uno dei pochi che era riuscito a legare con loro, durante la guerra precedente e ad ingraziarsi il loro capo, Rhodesia.