CAP-8
-E che cazzo! Apri questa porta!- imprecò Wandarer, sbatteva i pugni sulle ante
chiuse.
La giovane ancella tremò in modo incontrollato stringendosi nelle sue stesse braccia e iniziando a piangere -Moriremo!- disse.
-No.- disse la principessa con decisione spaventosa. Devo essere forte. In questo momento devo affrontare le difficoltà. Infondo Wandarer è sempre nel mio castello e quì comando
io pensò. Si avvicinò alla porta e ascoltò.
L'ancella osservava la sua padrona con curiosità, non si aspettava tanta determinazione. Aveva sempre pensato che i sovrani fossero fifoni e incapaci, ma la principessa aveva tutta l'aria di non volersi arrendere.
-Voglio fare un patto.- annunciò da dietro i battenti.
Wandarer era stupito -Parla.-
-Tu giurami di non infrangerlo. Comando io quì e decido io le cose come stanno.- era determinata più che mai, doveva difendere la sua casa e il suo popolo a tutti i costi, prese fiato e parlò -Devi aspettare solo due anni prima di sposarmi, intanto però, dovrai lasciarmi in pace e farmi riflettere. Oh, e l'ancella che è con me non deve essere importunata da nessuno.-
Il generale era sconcertato, non capiva dove la principessa volesse arrivare -Va bene.- rispose poi.
Sophì socchiuse la porta lasciando solo un pò chiuso, osservava Wandarer con espressione fiera -Giuralo con la mano al petto e senza incrociare le dita.-
-Lo giuro, che il mio nome non sia Wandarer.- disse l' Angelo anche se con un pò di perplessità, a stento resisteva nel saltarle addosso. Ma la sua espressione gli faceva capire che non era conveniente altrimenti si sarebbe proprio rifiutata di sposarlo e allora il piano sarebbe andato a rotoli.
-Dov'è la Strega Bianca?- chiese atona.
-Non ne ho idea, cercala.- rispose l' Angelo Nero.
La principessa tornò nella camera chiudendo la porta, solo ora si era accorta che era la camera da letto di qualcuno. Si guardò attorno mentre l'ancella fissava la sua padrona con stupore e ammirazione.
La stanza era molto ordinata, ogni cosa era al suo posto. Guarda e riguarda e la principessa trovò una spada verde smeraldo. La prese in mano, pesava molto. Sull'elsa aveva delle decorazioni strane, sulla stessa lama verde smeraldo c'erano dei segni mistici. Proprio sotto l'elsa c'era scritto qualcosa in piccolo "Dargor Regni
Rex" ( Dargor Re del Regno) , era la spada del principe e quella era la sua camera. Colta da un momento di estasi iniziò a guardasi attorno con più attenzione in cerca di qualcosa di utile, poco dopo decise di nascondere la spada in un posto sicuro. Sicuramente l'avrebbero presa se l'avessero trovata.
Con l'aiuto dell' ancella trovarono un posto sicuro, nessuno avrebbe mai immaginato un nascondiglio simile. Subito dopo iniziò a camminare per i grandi corridoi del palazzo in cerca di qualcuno che fosse rimasto vivo, da ogni parte guardasse c'erano cadaveri di guardie e
gli Angeli Neri li avevano sostituiti. Allora si rese conto della situazione: anni difficili attendevano Erian sotto il dominio delle Anime Nere, così li chiamavano. L'ancella camminava al suo fianco a braccetto, stringeva il braccio con forza, probabilmente aveva paura.
Apriva una porta e poi un'altra, niente. Non voleva pensare che la sua tutrice fosse morta, non lo concepiva. Ma era il concetto di morte in generale che la principessa non riusciva ad accettare. Dargor ed Hess erano spariti, questo poteva esser normale, ma la cosa era sospetta per la Strega Bianca che era sempre stata al fianco dei sovrani e della sua allieva. Poi la trovò, la porta della stanza dove la Strega Bianca era stata portata. Sophì rimase allibita: a terra c'era solo il bel vestito bianco e nero della Strega e un pugnale, lo stesso pugnale che l'aveva tramortita, non c'era più niente che facesse capire che lì c'era
Hymeh.
-Strega Bianca! Dove sei?- chiamò la principessa disperata iniziando a frugare tra la veste, ma si tagliò con qualcosa, vetro. Prese in mano l'oggetto che l'aveva fatta male: lo Specchio d'Argento si era spezzato. Sentì come una morsa al cuore vedendo lo splendido e potente oggetto magico in quello stato e per giunta la sua tutrice lo aveva preso per scoprire qualcosa su Dargor.
-Principessa! venga a vedere!- urlò l' ancella con sguardo spaventato, indicava col dito qualcosa che si muoveva tra le tende.
Sophì fu subito attratta dalla curiosità e pian piano si avvicinò a quel fagotto che piccolo non era, qualcosa si rossastro segnava un probabile percorso, qualcuno si era trascinato o qualcuno aveva trascinato
quell' ammasso di stracci. In realtà erano tende rotte e qualcuno vi si era avvolto dentro e tremava anche se non emetteva alcun rumore. La principessa si avvicinò ancora di più e notò un ammasso di capelli neri -Strega Bianca!- chiamò cercando di spostare le tende per scoprire il volto e verificare se fosse lei.
Infatti fu così, la ragazza scoprì il volto livido della sua tutrice, gli occhi erano pieni di lacrime e non smetteva un attimo di tremare come una forsennata, si guardava attorno terrorizzata anche se quando vide il volto della sua allieva sorrise leggermente e l'abbracciò forte tentando di dire qualcosa.
Sophì ricambiò l' abbraccio più forte che mai anche se fu bloccata da un gemito della Strega, capendo che non stava affatto bene decise di portarla nella sua camera orbitando -Sono così felice di vedere che stai bene! Lo Specchio si è rotto
purtroppo. Ma la cosa importante è che stiamo bene!- disse la ragazza con un sorriso preoccupato per le condizioni della sua tutrice: si era avvolta nella tenda come ultima risorsa essendo stata denudata, inoltre cercava di bloccare il sangue provocato dal pugnale ed era stanchissima, il respiro era affannoso e non riusciva a stare in piedi.
La principessa corse a cercare qualche medicinale ma alla fine decise di intervenire di persona curando la ferita con la sua magia bianca, intanto l' ancella andò in camera della Strega per procurarle qualcosa da mettersi addosso e tornò poco dopo.
La principessa aiutò Hymeh a vestirsi, era debolissima e non appena finì di vestirsi si accasciò sulle coperte cadendo in un sonno profondo.
-Se lo merita, deve risposare.- disse Sophì -Sono così felice che sia viva.-
-Ma sarebbe morta lì se non l' avessimo trovata. Non vede quanto è debole?- disse l' ancella preoccupata -Ma scommetto che con le nostre cure si riprenderà.-
-Si! Senti, resta quì con lei, io vado a cercare Dargor ed Hess, sono sicura che sono ancora quì al castello.- detto questo la principessa riprese la sua ricerca. Per prima cosa andò nella camera di Dargor, prese di nuovo la spada e la portò nella sua camera in un armadio che solo lei poteva aprire. Dopo iniziò a girare per il castello notando che la sala principale era chiusa e al suo interno c'erano molte voci: gli Angeli Neri stavano discutendo.
Continuò a camminare sospettando che i due cugini fossero nelle segrete dove tenevano i prigionieri. Infatti lì trovò solo Dargor, incatenato ai polsi, le ali nere erano state letteralmente inchiodate al muro dietro le sue spalle, era mal concio. -Dargor!- esclamò Sophì correndo verso la cella in cui era stato rinchiuso, non ricevette alcuna risposta -Hei! Sono io! Sophì! Apri gli occhi su!- prese le chiavi che erano appese alla parete di fronte e aprì la cella, ci entrò portandosi anche le chiavi, e cercò di svegliare il principe.
-Stai bene?- chiese appena il biondo aprì gli occhi debolmente.
-Dov'è Hymeh? Ho cercato di fermarli ma..-
-La Strega Bianca sta bene, l'ho trovata. Era mal concia ma l'ho curata e sta meglio. Ma è molto debole.- disse Sophì preoccupata -Piuttosto? Tu come stai? Che cosa ti è successo?-
Dargor scosse il capo freneticamente -Non ricordo.- fu l'unica risposta -Ma Wandarer è la causa di tutto questo. Ti ha fatto qualcosa?-
Al che la fanciulla rimase un pò sulle sue -Lasciamo perdere. Avevi ragione tu. Però ho fatto un patto con lui, per ora sono al sicuro fino a quando non ci sposeremo.-
-Sei una cretina. Se lo sposi manderai alla rovina tutta Erian e non solo te stessa.-
ribatté il principe irritato.
-E dimmi cosa posso fare?-
-Parla con Hymeh. Lei sa cosa fare. Purtroppo penso che resterò quì a marcire e non potrò fare niente, almeno per ora.
Devi impedire che scoppi un'altra guerra. I miei sudditi sono stanchi di lottare questa volta e si lasceranno condizionare facilmente da Wandarer così non dovranno combattere una guerra inutile.-
Sophì era pensierosa -Dov'è tuo cugino?- chiese.
-Non lo so. Probabilmente Wandarer vuole usarlo per i suoi scopi. Non so, addestrare le matricole al posto mio e prepararli ad una probabile guerra...-
-Inventando una scusa... Penso di aver compreso.- disse la principessa -Dargor, io voglio tirarti fuori di
quì. Torna ad Argor e avverti i tuoi genitori, ti libero subito.- iniziò ad aprire con le chiavi le manette ma per le ali il problema era più difficile -Perchè mai ti avrebbero infilzato le ali?- era davvero stupita.
-Per non farmi orbitare via, ovvio.- rispose Dargor ormai stanco di quella situazione. La cosa che lo stupiva era la testardaggine della ragazza, non l'avrebbe mai fatta così combattiva e determinata. Sorrise un pò divertito nonostante il dolore alle ali di pece.
-Ci sono quasi.- ansimava la principessa mentre tirava il cuneo per liberare un'ala. Sembrava incastrato e non voleva saperne di togliersi, ma alla fine ebbe la meglio la determinazione della ragazza e poco dopo anche il secondo fu estratto. Anche le ali del principe erano ridotte maluccio: le belle piume nere erano diminuite a vista d'occhio, il loro colore brillante si era pacato, sembravano le ali di un uccello tutto bagnato, ma solo perchè le piume erano diminuite.
Sophì lo aiutò ad alzarsi e a riprendersi un pò, voleva curarlo ma stranamente la sua magia non funzionava -Inutile provarci. Siamo immuni a qualsiasi magia da parte degli Angeli Bianchi.- disse Dargor -Mi riprenderò da solo. Anzi, ho intenzione di andare in un posto. Non ti dico dov'è, Hymeh lo sa però, gliel'ho detto proprio oggi.-
-Bene. Allora ti accompagno alle stalle e prenderai il tuo cavallo, giusto?- disse Sophì.
-Si. Usare Terra è rischioso. Se lo vedono capiscono subito, abbi cura di lui e di mio cugino.-
-Io ti accompagno quindi ci salutiamo lì.- disse la ragazza con infantile presunzione.- Ma prima devo darti una cosa che ti appartiene.- fece orbitare tra le mani una spada dalla lama smeraldina, la spada di Dargor. Il principe era rimasto stupito e prese tra le mani la splendida spada -Grazie. Almeno potrò difendermi se verrò attaccato.-
Insieme andarono alle stalle, Ira Tenax era preoccupato per il suo padrone, lo annusava più volte per controllare se stava bene. -Beh, ci rivedremo presto.- disse Dargor dopo aver preparato il tutto.
-Dove vai? E preparare cosa?-
-Non posso dirtelo. Puoi chiederlo a Hymeh quando sei sicura di esser sola con lei. Ma come sta?- chiese di nuovo.
-Beh, male. Quando mi ha vista aveva sorriso ma poi ha ripreso a piangere ed è stata ferita da un pugnale particolare. Non ne avevo mai visto uno con un manico come quello.-
-Oh. Il Gurdak Holst. E' un pugnale che risucchia i poteri magici e la linfa vitale delle vittime. A quanto ne so non è mortale per una Strega ma per un Angelo Bianco è una vera condanna a morte. In genere si muore per dissanguamento nel caso in cui non si trattasse di un Angelo Bianco.- spiegò il principe -Allora se l'è cavata appena in tempo. Era debole vero?.-
Sophì annuì -Entro quanto dovrebbe riprendersi? E i suoi poteri?.-
-Non recupererà i suoi poteri, sarà una donna come tutte le altre a meno che non succeda qualcosa. Anche se non so cosa. Allora me la saluti. Lo stesso per mio cugino. So che ha un piano in mente ma per attuarlo dovrebbe stare al gioco di Wandarer. Appena lo incontri parlagli, ok?-
Sophì annuì di nuovo e corse ad abbracciare Dargor -Mi mancherai.- disse.
-Ascoltami.- disse il principe improvvisamente, aveva preso tra le mani il volto della fanciulla e la fissava negli occhi -Non dimenticarti gli insegnamenti di Hymeh. Non essere superficiale nelle tue scelte e sii forte in ogni cosa o decisione che fai.- le raccomandò -Non sai quanto sia difficile avere tutto sulle proprie spalle, io ne so qualcosa.-
-Volevo chiederti una cosa.- disse Sophì per niente infastidita dal gesto del principe -Perchè mi hai baciata?-
Dargor ci mise un pò a rispondere -Perchè non immagini cosa ho passato per colpa di Wandarer. Vorrei che non fosse mai venuto quì.- sorrise un pò -Ma non si può pretendere nulla dalla vita... e poi sei piccola, non puoi capire a fondo. Quando ci rivedremo voglio una donna matura e sveglia al tuo posto e magari ne riparleremo.-
Mentre parlava fu interrotto da un imprevisto bacio della principessa -Spero di rivederti presto. Magari per combattere insieme o sistemare la situazione.- disse poi con commozione -Riguardati.-
-Lo farò.- era rimasto sorpreso e non sapeva più che dire, perciò salì su Ira Tenax e andò via. -Riposerò lungo la strada.- disse sapendo che non era nelle condizioni migliori.
-Non preoccuparti. Sta andando da loro.-disse una voce maschile
-Temevo per lui.- stavolta era una donna a parlare -Menelit, non preoccuparti per tua figlia, se la caverà. E' molto più forte di quanto noi pensiamo.- sorrise la donna bionda.
Menelit era affacciata ad una finestra, quello che vedeva era una lontana parete di roccia che sprofondava nelle tenebre verso il basso. Sotto c'era un piccolo gradino con alcune costruzioni, si potevano vedere alcune persone svolazzare di tanto in tanto. La donna era in pena e non smetteva di pregare i suoi antenati e la fondatrice Erian per la salvezza del regno e dei suoi sudditi oltre che della sua stessa figlia.