CAP-7
Nei giorni che seguirono le cose procedevano normalmente ma la chiacchierata con la Strega Bianca l'aveva scossa un pò. Spesso guardava in quello splendido Specchio, aveva avuto il permesso di tenerlo e, senza volerlo, si ritrovava a rivedere quello che aveva vissuto col principe qualche giorno prima. Ogni volta si sentiva oppressa da un sentimento strano, ogni volta desderava vederlo sempre più spesso.

Hymeh entrò nella camera della principessa, era stesa a pancia in giù sul letto e aveva gli occhi chiusi, sorrideva un pò -Cosa è successo?- chiese la donna sedendosi accanto alla ragazza.
Sophì si mise a sedere portando una mano sulle labbra, le sfiorò leggermente con le dita e diede un'occhiata alla sua tutrice, prese fiato -Mi ha baciata.- rispose quasi incredula -E' stata una cosa strana.- continuò a fissare la Strega con insistenza in cerca di qualche risposta che non si fece attendere a lungo.
-Non guardi me, non ho mai baciato nessuno.- aveva detto la donna con fare innocente, sorrideva un pò.
La principessa era rimasta di stucco -Ma te e Hess non...- rimase la frase incompleta per farsi capire, la Strega scosse il capo ridendo.
-Ma certo che no! Cosa pensa?.- rise più che mai -E comunque ho lo Specchio. Se il principe l'ha baciata allora c'è una possibilità per vedere i suoi ricordi.-
Sophì sembrò aver ricevuto un regalo stupendo -Davvero? Me lo fai vedere?-
Dalla tasca interna della sua veste nera e bianca la Strega prese un involucro nel quale c'era il prezioso oggetto -Fu inventato dagli Elfi. Un tempo erano abbastanza bellicosi perchè non comprendevano le difficoltà che gli altri avevano passato ed erano molto baldanzosi nei confronti delle altre razze. Così la regina madre decise di far costruire questo Specchio. Da quando gli Elfi seppero le difficoltà degli avversari e viceversa promisero di collaborare tra loro e di non combattere più. Questo vale anche per gli altri tipi di guerre, ecco perchè sono neutrali e pacifici.- spiegò.
Sophì rigirava lo splendido manufatto tra le mani, osservandolo da cima a fondo, ogni particolare era scolpito nell'argento da mani esperte e fantasiose. Il manico sembrava girare su se stesso, lungo i bordi erano rappresentati dei motivi floreali e in alto a tutto una grande rosa i cui petali erano aperti -Splendido.- sussurrò.
-Già. Ma può anche essere pericoloso. Aiuta a scoprire i segreti più oscuri dell'animo oltre che i suoi ricordi, punti deboli, sentimenti, azioni, tutto. Ma pare che spesso non sia capace di vedere il passato di alcune persone.- disse un pò delusa.
La principessa ascoltò la Strega con interesse -Potrei usarlo su Wandarer e..-
-E' rischioso.- disse la donna -Il principe Dargor è la persona più adatta. Penso che sia abbastanza disponibile nei suoi riguardi, ma deve trovare il modo per rubargli questi ricordi senza che se ne accorga.-
Sophì sembrò un pò spaesata, la cosa si prospettava interessante quanto difficile.
-Oh, io non so cosa sia successo tra voi.- disse la donna facendo l'occhiolino e posando un dito sulle labbra -So solo che avete fatto una cavalcata insieme. Buonanotte.-

Lungo la strada per i giardini sentì delle voci, qualcuno stava litigando.
-Scoprirò cosa hai in mente! Non te la caverai facilmente!- era Dargor, si trovava faccia a faccia con Wandarer, si stavano fronteggiando. Il biondo era determinato, il generale era fermo al suo posto, fiero, fissava il principe negli occhi con un sorriso beffardo in volto.
-Non si fida proprio di me vero? Perchè non dimenticare il passato e pensare al futuro di questo regno?- il generale era tranquillo e il suo tono conciliante.
Dargor non rispose, un ultimo sguardo tagliente e se ne andò a passo spedito, salutò Sophì con un cenno del capo e sparì tra le colonne del palazzo. La ragazza rimase a fissare il punto in cui il principe era sparito fino a quando non sentì una mano sulla spalla che la fece sussultare, era il generale che l'aveva salutata, la guardava con un sorriso -Dormito bene?- chiese affabile.
La principessa annuì, aveva dei libri tra le braccia: Rune. Doveva studiare i cerchi mistici e gli incantesimi che occorrevano per evocarli anche se la fanciulla non aveva ben compreso lo scopo di quei cosi.
Wandarer l' accompagnò fino al gazebo dove, sulla solita poltrona, era seduta la Strega Bianca. Lo Specchio era sul tavolino, quel giorno era passato momentaneamente in custodia alla donna. La principessa si sedette su una poltroncina -Puoi andare, sono con la mia tutrice. Grazie.-

-Se c'è una cosa che detesto è proprio quel congiurato del cavolo.- era molto nervoso e camminava velocemente.
Hess guardava il principe sbigottito -Per ora non hai nessuna prova! Lascia correre. Infondo lo tieni sotto osservazione, se scopri qualcosa puoi benissimo intervenire sul posto e dargli il ben servito.-
Il biondo si passò una mano tra i capelli, sembrava sotto stress -Per te sembrerà una cosa da poco, anzi, una sciocchezza. Ti rammento, però, che tu non eri a palazzo quando accaddero quelle cose. Non potei sposarmi per colpa sua! Inoltre da quell' evento non sono tornato più lo stesso.-
-Vedere la morte in faccia è una cosa davvero tremenda.- disse Hess con voce atona.
-Ringrazio il popolo pennipede.-
-Ci sono delle Sirene? Dove?- il cugino sembrava estasiato.
-Nella Grotta. Non sono Sirene comuni, però sono molto affabili. Sono totalmente bianche, probabilmente per la poca luce, hanno la vista di un rapace notturno e un udito da far paura.- spiegò il principe.
-Posso immaginarlo! E comunque, non cambiamo argomento, ricordo bene come stavi.- voleva fare un pò di spirito ma non ci riuscì, venne fulminato dallo sguardo penetrante del cugino -Dove vai?-
Il principe aveva preso una sella per Dragoni e si dirigeva alla valle -In un posto. Ho capito cosa devo fare! Intanto chiama Hymeh, ho bisogno di parlarle. Tornerò prima dell'ora di pranzo!-
Hess era curioso. Nonostante ciò non fermò il cugino nè tanto meno lo seguì ma fece quello che gli fu ordinato.
-I Cerchi mistici servono per evocare creature magiche particolari come Unicorni speciali, Fenici, Draghi e al...- spiegava Hymeh prima di essere interrotta dal suo pretendente.
-Salve donzelle!- il cugino di Dargor si sedette accanto a Hymeh e la circondò con un braccio -Come sta la mia Musa ispiratrice?-
-Bene. Ora mi perdoni ma sto facendo lezione.- sembrava irritata.
-Dargor vuole parlarti. Appena arriverà ti porterò da lui, non so cosa voglia ma ha detto che era importante. Ma adesso resto quì con voi e poi non darmi del lei! Solo con mio cugino puoi farlo ma con me no. Oh, non vi disturbo continuate.-
-E come faccio a continuare se mi bacia il collo?- chiese ironica la Strega che cercava di sgattaiolare, la scena fece soffocare la principessa dalle risate.
-Ops, scusami. Starò buono.- si ricompose a velocità incredibile e iniziò a fissare la sua amata con sguardo sognante.
-Quindi servono per fare evocazioni?- riprese Sophì.
-Si ma anche per usare incantesimi che richiedono una particolare procedura. Come può vedere dal libro, ci sono circoli di diverso tipo e sono tutti diversi. Questo con le rune attorno, ad esempio, serve per sigillare uno spirito maligno. Questo quì con i due cerchi intersecati con un terzo serve per evocare un Dragone Mistico e così via.- la donna mostrava i vari circoli sotto lo stupore della principessa -Ci vuole una buona dose di preparazione magica per usare uno di questi circoli. Alcuni addirittura creano una barriera. Il mago sta al centro del circolo e ai bordi di questo si crea una barriera impenetrabile. In questo modo l'incantesimo può essere effettuato senza troppi problemi.-
-Io non potrei mai fare una cosa simile. Non sono poi così tanto afferrata negli incantesimi.- sembrava delusa, avrebbe sempre voluto evocare un Dragone tutto suo o una Fenice.
-Chi non ha questa capacità ne ha molte altre.- disse la Strega sorridendo.

-Posso parlare con Rhodesia?- chiese il principe appena arrivato in un villaggio ai piedi delle Catene Avverse -Vi ho detto che non ho intenzioni nocive nei vostri confronti.-
-Cosa odono le mie orecchie? La suadente voce del principe Dargor? O è solo la mia impressione?- disse una voce femminile divertita dalla situazione: Dargor era circondato da un notevole gruppo di donne armate fino ai denti, le lance lo avrebbero fatto secco se si fosse mosso anche solo di qualche centimetro. Terra, il Dragone, era stato bloccato con potenti catene e sbuffava inferocito.
La donna si avvicinò con passo spedito e ondeggiante verso il giovane -Lasciatelo, è un amico.- rise divertita -Da quanto non ci vediamo?- chiese una volta arrivata a destinazione -Sei sempre più bello lo sai? Il tempo passa in fretta.-
Rhodesia aveva lunghi capelli neri legati alla Amazzone, un vestito con gonna corta e calzari ai piedi. La pelle era bianca e gli occhi di un bel colore ambra. Aveva un arco dietro la schiena e anche una faretra.
-Beh, si. Ma ho bisogno urgentemente di un colloquio... e di aiuto.- disse Dargor quasi indifferente alle avance della donna.
-Capito. Vieni, mi dirai tutto nella capanna.- sembrava rassegnata a quell' indifferenza, forse per abitudine.
Entrato nella capanna, il principe notò subito la solita catasta di armi, tra cui spade, archi, lance e ciarbottane. La donna si sedette al tavolo al centro della camera circolare e attese -Dunque?-
-Dunque...- il giovane si sedette su una sedia vicina e raccontò tutto -Pensi di potermi aiutare se ti faccio una richiesta?- sembrava speranzoso.
-Ma certo caro!- rispose l'Amazzone con un sorriso -Sai che puoi contare su di noi. Le Amazzoni sono bellicose ma fedeli a coloro che gli salvano la vita.- osservò il volto di lui con una certa malizia -Cosa vuoi che faccia?-.

Durante il pomeriggio Dargor non era riuscito a parlare con Hymeh, non era riuscito a trovarla nonostante Hess avesse tentato di trattenerla un pò.
Dopo Cena erano andati tutti a dormire e Dargor aveva beccato Hymeh che non voleva sentire le moine di lui. Alla fine fu costretta ad ascoltarlo.

-Sei sempre il solito. Non ti smentisci mai.- disse Menelit con sorriso furbo.
Intanto Menelit si gongolava con suo marito -Aspetta un pò.- disse la regina lasciando Akron sulle spine. La donna infatti si era alzata dal letto ed era andata nella camera accanto per prendere qualcosa.
Si sentì bussare e il re andò a vedere. Intanto Menelit canticchiava allegra e al suo fianco apparve uno sbuffo di luce rossa, tra il fumo roseo che scaturì da questa, apparve una donna. Questa prese la regina per una mano e la implorò di seguirla. Menelit rimase sbigottita, chi era quella ragazza dai capelli rossi? Sulla spalla aveva uno splendido uccello dalle piume indaco e all'estremità le ali erano dorate come  la cresta sulla testa -La prego. Mi segua!- sembrava preoccupata, la mano tesa verso la regina che la fissava incredula.
Improvvisamente un urlo straziante attirò l'attenzione di entrambe le donne, mentre Menelit cercò di andare a vedere, la rossa la prese per la mano e scomparve nel nulla portandola con sè.
La camera di Sophì non era molto vicina a quella dei genitori. La principessa era sul letto a leggere dei circoli mistici. Portava una camicia da notte rosa fino alle ginocchia e le spalle erano scoperte. I capelli erano legati in due belle trecce.
-La regina di Erian sarà una persona molto colta a quanto vedo.- disse una voce profonda.
La principessa sobbalzò e quasi cadde dal letto vedendo la figura di Wandarer ergersi dall'ombra sorridente -Che ci fai quì? Non avresti il permesso di venire, lo sai?- chiese imbarazzata.

-Comprendi?- chiese Dargor allarmato.- Dovrai fare solo una cosa, ma sta attenta.-
La Strega Bianca lo fissava senza espressività, annuì lentamente.
Una fiammata apparve improvvisamente e da essa scese un pezzo di pergamena -E' di Cassandra.- disse Hymeh. Quando lesse il foglio la presa delle mani quasi cedette, iniziò a correre verso l'entrata principale per andare dalla principessa ma fu bloccata da qualcuno e buttata a terra.
Anche a Dargor toccò la stessa sorte, fu colpito alla testa da qualcosa e perse i sensi mentre cercava di aiutare Hymeh a liberarsi.
-Chi siete?- la Strega vide un paio di ali nere e cercò di divincolarsi con più forza, Angeli Neri al castello.
-Dunque, tu sei la Strega Bianca?- chiese una voce alquanto profonda. Era di un Angelo Nero. L'uomo aveva capelli neri e occhi castani. Guardava Hymeh con un certo interesse -Non sapevo che le Streghe fossero così affascinanti.- sorrise.
La Strega si voltò cercando con lo sguardo qualcuno che potesse aiutarla, notò subito Hess tramortito e portato via, le ali nere attorno al corpo immobile. Anche Dargor aveva fatto la stessa fine ma la donna poteva immaginare dove fossero stati portati, spostò lo sguardo sull' Angelo Nero di fronte a lei -Cosa sta succedendo?-
-Che ne so?- rispose ironico lui -Oh, io sono Nixon, sovrintendente, ma non ti dico di cosa. Lasciatela a me, non vi preoccupate.- disse poi ai due Angeli che avevano bloccato la donna. La prese poi le i polsi portandola chissà dove, aveva una presa molto forte infatti la Strega non riusciva a liberarsi in nessun modo -Inutile usare sortilegi. Sono protetto da queste formulette. Mi è stato affidato proprio il compito di occuparmi di te.-
Hymeh iniziò ad avere paura, tentava di divincolarsi ma fu tutto inutile, sarebbe morta in uno dei modi peggiori. Le mani iniziarono a perdere la sensibilità a causa della forte stretta dell'uomo.
-Sai, sarà interessante conoscerti meglio.- disse lui. Erano in una camera del castello, l'Angelo l'aveva bloccata spalle al muro tenendola per i polsi -Mi sembri un tipo tutto pepe, quei tipi che non si arrendono mai e dal carattere quasi indifferente.- la scrutava da cima a fondo come se cercasse di capire qualcosa di lei.
Gli occhi della Strega iniziarono a lacrimare, scosse il capo facendo resistenza quando Nixon aveva iniziato a baciarle lungo il bel collo. Una fitta improvvisa la pervase all'altezza dell'addome, una pugnalata decisa l'aveva ferita.
-Indebolisci le tue vittime e ti assicuri cieca collaborazione.- recitò l'Angelo Nero spostandosi, Hymeh cadde a terra piegandosi in due senza fiato.
Guardò la mano sporca del suo stesso sangue e rabbrividì. Nixon la fece poggiare con le spalle al muro continuando a baciarla un pò sul collo, sulle spalle e anche sulle labbra, cosa che infastidì la Strega le cui forze la stavano indebolendo in modo insolitamente rapido. Spostò lo sguardo sul pugnale colpevole, era un pugnale che privava la vittima dei suoi poteri e ne risucchiava le energie vitali, il suo uso era stato vietato anni prima.
Nixon continuava il suo lavoro indisturbato, le aveva completamente scoperto il petto non curandosi dei singhiozzi sommossi della Strega.

-E lasciami!- urlò la principessa spaventata.
Wandarer era deciso a raggiungere il suo obiettivo fino alla fine. La teneva per i polsi e la stava spingendo verso il letto. Infatti prima la ragazza si era alzata e affacciata alla finestra -I tuoi genitori sono stati uccisi, lo sai?.- disse.
-Mamma e papà?.- Sophì era rimasta pietrificata.
Wandarer approfittò di questo istante per buttarla letteralmente sul materasso, sapeva che anche se si lamentavano, gli Angeli Bianchi erano praticamente innocui e non avevano il coraggio di fare resistenza di alcun tipo -Si.- rispose l' Angelo iniziando a baciarla sul collo.
-Dov' è la Strega Bianca? E Dargor?- chiese con tono soffocato, tuttavia la sua era una reazione già prevista dal generale.
-Non lo so. Forse sono andati via. Infondo a Dargor non interessa niente di questo regno. La tua tutrice invece è una Strega no? Le Streghe sono sempre state indifferenti a tutto.-
Sophì non voleva crederci, solo poco dopo si accorse di quello che stesse realmente succedendo. La paura e il terrore la invasero completamente -Su smettila!- disse allontanando Wandarer con le mani, stava tremando.
Tuttavia l' Angelo continuò ad insistere anche se la reazione, pur se minima, lo stupì. Decise allora di passare al sodo senza perdere tempo. Bloccò la ragazza posizionandosi su di lei iniziando a baciarla sulle labbra con fervore. La principessa non sapeva che fare, la forza dell'Angelo Nero era nettamente superiore e avrebbe potuto anche fare una brutta fine se si fosse opposta, tuttavia era preoccupata per Hymeh e Dargor. Mentre pensava sul da farsi e in fretta, sentì la mano del generale salire sulla gamba verso il sottoveste. Il terrore la invase di nuovo ma con forza maggiore, si rese conto che ora era più importante salvare la propria pellaccia e poi cercare gli altri. Tentò quindi di divincolarsi ma era rimasta bloccata, il suo corpo non rispondeva ai suoi ordini per la paura, solo quando sentì la mano del generale spingere tra le sue gambe qualcosa scattò dentro di lei.
Decisa sul da farsi, mosse una delle due gambe e con un calcio al petto lo allontanò. Si aggiustò la camicia da notte e corse fuori dalla stanza in tutta fretta cercando aiuto. Ma quello che trovò nei corridoi era sconcertante: le ancelle erano tutte morte, quella viva era terrorizzata, vestiti strappati e graffi ovunque. Le guardie erano state uccise con un sol colpo.
Sentendo i passi del generale che si avvicinavano sempre di più, prese con sè l'ancella ancora viva e si rifugiò nella prima stanza che trovò, chiuse la porta a chiave sbarrando anche le finestre e usando un incantesimo per impedire a chiunque di orbitare. Andò dall'ancella e iniziò a curarla. Non credeva a quello che aveva detto Wandarer sulla Strega Bianca e su Dargor. Erano sempre stati gentili e disponibili, sicuramente stavano pianificando qualcosa. Poi sentì i pugni dell'Angelo Nero battere sulla porta.