CAP-6
-... sbarazzandoci in fine della Strega il nostro obiettivo sarà raggiunto.- spiegò un uomo al centro di un gruppo di persone in circolo, ascoltavano attenti e alcuni di questi annuivano, erano tutti coperti da mantelli neri, anche il volto era coperto da un cappuccio.
-E' rischioso ma pensi di riuscirci?- chiese una voce remota, sembrava quella di un fantasma.
-Mio signore, gli ostacoli sono solo due. Toglierli di mezzo sarà facile.- rispose lo stesso uomo di prima, era davanti ad un cristallo azzurro, uno zaffiro incastonato nel pavimento in marmo. Al suo interno brillava una luce scura e parlava una voce autoritaria.
-Per la mia rinascita bisogna far si che il piano venga portato a buon fine e che tutto si concluda come previsto- disse la voce. L'uomo osservava lo zaffiro con ammirazione.
-Riportarla al suo vecchio splendore millenario sarà un onore e una gioia! Noi Angeli Neri ci riuniremo sotto la sua ala per governare tutti i paesi!- intervenne un uomo rompendo il cerchio, due grandi ali nere erano posizionate dietro la sua schiena come tutti gli altri presenti -Gli Angeli Neri non meritano di accordarsi, non è della nostra natura. A degli Angeli Bianchi poi..-
-Disonore!- urlò aggressivamente un uomo vicino -Prendiamoci quello che ci spetta!-
-Si!-
-Giusto!-
Erano molte le voci a concordare.
-Silenzio! Non capite la gravità della situazione? La maggior parte del popolo concorda coi sovrani. Non riusciremo mai a convincerli, sono tutti stanchi per l'ultimo conflitto e inoltre possono andare dagli Angeli Bianchi quando vogliono.- interruppe l'Angelo Nero che aveva parlato all'inizio -Diventeremo dei ribelli e dei fuori legge se ci facessimo scoprire. Agiremo in modo silenzioso. Eliminati i due sovrani, la principessa erediterà il regno. I due ostacoli, invece, potrete farli a pezzi e darli ai Demoni.-

L'aria era sonnacchiosa e Sophì leggeva annoiata un libro di Incantesimi, la Strega la stava tartassando perchè il tempo per studiare era poco. Spesso Wandarer le chiedeva di andare a fare un giro in barca, nonostante la diffidenza, la ragazza acconsentiva, non trovava educato rifiutare un invito. Dargor era da un pò che era letteralmente sparito, in realtà era molto impegnato con i suoi allievi, miglioravano di giorno in giorno. In quei giorni lo si vedeva solo la sera a cena e nei corridoi prima di andare a dormire. Ogni tanto dava la buonanotte alla principessa, sembrava tenerla d'occhio e nei confronti di Wandarer era molto distaccato.
Guardò furtivamente la sua tutrice, stava parlando con Hess, ultimamente andavano molto d'accordo e la donna era più disponibile e propensa alle carezze di lui. Sophì aveva una strana impressione a vederla così, una donna sempre impassibile, sorrideva quando Hess la salutava e si lusingava ai suoi complimenti. Chiuse il libro con movimento rapido -Mi sono scocciata.- disse la principessa -Vado a fare una cavalcata.-
Il movimento brusco di Sophì attirò la Strega Bianca -Stia attenta. E si ricordi c...-
-Devo chiamare il tuo nome se sono nei guai, lo so.- disse a memoria la ragazza sorridendo -Voi due copulate un altro pò, io mi allontano e vi lascio soli.- detto ciò, corse via saltellando, andava alle stalle.
Il padre le aveva regalato una splendida giumenta tutta bianca, Sbuffo di Fumo si chiamava. Arrivata alle stalle notò che c'era anche il principe, stava sellando il suo cavallo. Era uno stallone tutto nero, molto bello: aveva una lunga criniera ondulata lungo il collo, il pelo era lucido e gli occhi di un bel nero profondo. Aveva un aspetto altezzoso e severo, in genere scrutava tutti da capo a piedi quasi indagasse nel loro animo. Sophì era sorpresa, Dargor doveva essere a lavoro e invece era lì che sellava tranquillamente il suo destriero -Ciao.- disse dopo un pò di esitazione.
Il ragazzo si voltò, aveva un bel graffio sul volto -Ciao.- rispose atono. Si accorse che Sophì stava guardando la ferita -Eravamo nel bosco quando ci ha attaccati uno stormo di Cefalovolanti. Hanno degli artigli tremendi.- spiegò velocemente.
-Oh. Cosa sono i Cefalovolanti?- chiese la ragazza curiosa.
-Beh, sono, sono una specie di pipistrelli se possiamo chiamarli così. Non attaccano in genere ma portarsi dietro un uovo di Drago li allarma.- continuò lui -se li mangiano, sembra strano ma è così.-
-Ti va di venire a fare una cavalcata?- propose timidamente la ragazza.
-Oh, e Wandarer dove lo metti? Potrebbe ingelosirsi e farmi impiccare.- disse con tagliente ironia il principe.
In qualche modo la principessa si sentì in colpa -Non ha il potere di farlo fino a quando non mi sposerà. Posso benissimo cacciarlo quando mi pare.- gli occhi del ragazzo la scrutavano torvi e la mettevano a disagio -Vuoi venire allora?- cambiò tono, ora era speranzoso. Voleva parlare con lui come facevano prima, non le piaceva quella situazione.
-Va bene. Tanto non ho niente da fare e stavo giusto uscendo.- battè una mano sulla spalla del suo stallone nero che rispose con uno sbuffo, era abbastanza nervoso a quanto sembrava. -Ma tieni lontano quella signorina.- la sua allusione a Sbuffo di Fumo era tremenda, i suoi occhi la scrutavano maliziosi. Senza che Sophì gli chiedesse nulla iniziò a sellare la giumenta -Adiamo.-
-Come si chiama il tuo cavallo?- chese la fanciulla osservandolo.
- Ira Tenax, non chiedermi il perchè. Me lo regalarono due anni fa e siamo andati subito d'accordo, il nome lo aveva già. Anche se solo quando combattei nell'ultima guerra mi sono accorto dell'origine del suo nome.- il biondo guardava davanti a sè tenendo d'occhio il sentiero.
La luce del sole filtrava tra le fronde creando un gioco di luci e ombre davvero suggestivo. Sbuffo di Fumo era tranquilla. Il clima era mite e si stava bene. Camminavano lungo il ruscello che portava alla grande Cascata della Purezza, era Sophì a guidare la passeggiata. Il silenzio predominava incontrastato calmando gli animi.
-Per caso sei arrabbiato con me?- chiese poi Sophì, rallentò il galoppo e camminò al passo di Ira Tenax, Dargor era serio.
Prima di risponderle sospirò -Ho un brutto presentimento e sto cercando di capirne il motivo. Inoltre la presenza di quell' individuo mi rende nervoso, tu non centri nulla. Anzi, scusami se ultimamente ti sono sembrato scostante o addirittura freddo.- sorrise come al solito, si sentiva più sollevato.
Lasciarono i cavalli e scesero un pò per sgranchirsi e per risanare il rapporto che prima c'era tra loro. Sophì si era seduta sotto un salice piangente, al fresco. Poco dopo la raggiunse Dargor che si stese sull'erba a braccia aperte, sembrava rilassato. Chiuse un pò gli occhi e respirò a fondo la fresca aria estiva -Anche se sono migliorati, i ragazzi mi uccidono. Sono un pò titubanti se devono maneggiare le armi e lottare sul dorso di un Drago. Siete troppo pacifici voi Angioletti candidi.-
-Altrimenti non saremo Bianchi no?- Sophì rideva -La lotta non fa per noi.-
Dargor la fulminò con lo sguardo -Però sono io che mi faccio in quattro.- ribadì mettendosi a sedere, si spostò al fianco della ragazza e la guardò -Assomigli a Calliope.- lo sguardo era quasi sognante e nostalgico.
-Chi?- il tono della principessa era acuto, forse perchè non aveva mai udito un nome simile.
-Lascia stare. Pensavo ad altro. A quando il matrimonio?- chiese per cambiare argomento.
La ragazza s' incupì -Non voglio sposarmi.- disse secca. Portò le game al petto circondandole con le braccia -Non fa per me.-
-Il matrimonio? Hai scoperto una nuova attitudine?- era ironico, rideva tentando di stuzzicare la principessa che intanto lo guardava con occhi sbarrati -So cosa intendi. Wandarer non fa per te. Però devo dirti una cosa. Quando sono accadute delle cose, non è vero che ero piccolo. E' stata la mia mente a farmi credere ciò. Devo ringraziare la tua tutrice che mi ha illuminato.- era quasi una confessione -Ma lasciamo stare altrimenti inizi ad opporti al volere di tuo padre e succede un casino. E io sarei poi il cattivo che ti ha messo strane idee in testa.-
-Tu mi hai fatto capire quanto sia importante ragionare con la propria testa invece.- disse Sophì con determinazione -Ti ammiro molto per questo. Di norma un principe deve solo studiare, ma tu fai anche una cosa che ami. Io non posso fare niente. Devo obbedire e basta.-
-Ed è quello che devi fare. La causa primaria è la protezione del proprio regno e dei sudditi, i sentimenti non hanno spazio.-
La ragazza si sentì ferita -Ma non avevi detto che..-
-Si, ma quì ad Erian le cose vanno diversamente. Anche ad Argor andavano così ma mio padre ha voluto cambiarle. La cosa negativa? Non sono sposato e le pretendenti sono tutte vanitose e altezzose.- rispose il principe perplesso imitando in modo buffo l'atto di sventolarsi un ventaglio, tipico di tutte le donne di buona famiglia, Sophì sorrise. -Se invece tu fai quello che devi, tutto andrà per il meglio e a vent'anni ti sposerai senza problemi.-
-Vent'anni?-
-Si. E' l'età da matrimonio di una donna quando è la famiglia di lei a fare richiesta. Quella di un uomo è a diciotto anni invece.-
Sophì sembrò non comprendere -Ma se la sposa è più giovane? Come si fa?-
-Ciò accade solo se è il pretendente a fare una richiesta, mai la donna. In tal caso sono stati i tuoi a fare richiesta quindi si aspetterà l'età designata. A meno che i tuoi genitori non muoiano prima, ovvio. Ma a quanto ne so, in questo caso è la principessa stessa che decide la data, infondo è sempre lei che ha fatto richiesta. Ma se devo dirtelo, in genere l'età di una principessa deve essere non inferiore ai 15 e non superiore ai 17. In genere succede così quando sono i principi a fare richiesta.- spiegò.
Sophì era meravigliata, queste clausole non le conosceva proprio. Si aggiustò la gonna e iniziò a guardare la grande cascata, Dargor faceva lo stesso.
Era una delle cascate minori nonostante le sue dimensioni affascinavano chiunque le guardasse. Si erano fermati in una radura dove un piccolo fiumiciattolo senza nome si staccava da fiume Thoron per seguire un altro corso, quello dove erano i due principi.
Si sentiva strana, non aveva mai parlato così a lungo con Dargor da quando si erano conosciuti e al ballo. Il ragazzo dimostrava una grande abilità comunicativa ma soprattutto una grande ecletticità, sapeva tantissime cose -Chi è Calliope?-
Il principe sembrò essere stato colto di sorpresa -Non ha importanza ormai.- rispose sbrigativo.
-E io voglio saperlo!-
-E io non voglio dirtelo.- rispose di rimando, cominciò a sorridere furbescamente.
-Invece tu me lo dici!- gli posò una mano sul braccio costringendo il ragazzo a guardarla -Dunque? Chi è costei?-
-Linguaggio erudito? Da quando? Cosa odono le mie orecchie?- disse ironicamente il principe.
-Non scherzare! Su, dimmelo!- scuoteva il braccio del ragazzo con entrambe le mani.
-No.- insisté mettendosi in ginocchio -Non penso sia una cosa che capiresti.-
-Io non sono stupida.- sembrava offesa.
Dargor sembrò aver raggiunto il suo scopo, sorrise soddisfatto -Certo che lo sei.-
-Non è vero!-
-Si si.- faceva cenno con la testa.
Sophì lo guardava mezza imbronciata mentre il principe sembrava felicemente soddisfatto. Si divertiva a prenderla in giro, era pur sempre un Angelo Nero e la sua vittima era ingenua. Non lo faceva per cattiveria ma era più forte di lui, non riusciva a non prenderla in giro anche se era abbastanza teso in quei giorni.
-Chi è Calliope?- chiese di nuovo la principessa con insistenza, forse avrebbe fatto bene a chiederglielo quando meno se lo aspettava.
-Non ha importanza.- ribadì lui prendendole il mento con una mano, avvicinò il volto di lei al suo fissandola negli occhi e soffermandosi sulle morbide labbra rosee. Sophì tacque, era a disagio, non sapeva che fare.
Improvvisamente era calato uno strano silenzio attorno a loro, tutto era immobile. La ragazza sentiva la gola secca, lo sguardo di lui puntato sul suo volto, lo sentiva intenso e soffocante, come una preda osservata da un falcone.

Guardava nello specchio, niente. Niente di niente.
-So che sei bella. Non guardarti sempre in quello specchio.- era Hess, rideva alla fissazione della Strega. 
-Mi piace specchiarmi.- rispose l'altra altezzosa. In realtà stava cercando qualcosa che aveva perso da tanto e pensava che avrebbe potuto trovarla nello Specchio d' Argento. Spesso si sedeva e fissava quella superficie con speranza.
Hess le sedette vicino e la guardava mentre si incantava per l'ennesima volta davanti allo Specchio. Si aggiustava i bei capelli corvini e poi fissava la superficie del prezioso oggetto argentato. Il ragazzo sorrise pensando che le donne fossero tutte strane.

Non sapeva se chiamare la Strega Bianca oppure no. Il principe continuava a fissarla con una certa malinconia. Poi accadde, con un rapido scatto, le labbra di lui si congiunsero a quelle della ragazza in un casto bacio. Lo stupore e la sorpresa di lei erano alle stelle, non aveva il coraggio di reagire, era rimasta paralizzata da quell' azione così semplice quanto insolita per lei, aveva il cuore a mille. Sentiva la sua mano accarezzarle il volto e i capelli dorati. Il ragazzo aveva deciso di rendere la cosa più interessante e tentò di approfondire il bacio. Sulle prime, Sophì era timorosa e tentava più volte di indietreggiare mentre il principe la istigava ad aprire leggermente le labbra. Alla fine raggiunse il suo obiettivo sentendo chiaramente la ragazza fremere per quel contatto, il fiato mozzato per quella nuova esperienza. 
Un turbinio di sensazioni nuove l'aveva pervasa completamente, sentiva i battiti del suo cuore così vicini alle orecchie che ne sentiva il suono, la sua lingua non rispondeva correttamente agli stimoli che il ragazzo gli trasmetteva, non sapeva che fare in quel caso. 
Quando si separarono non aveva il coraggio di guardarlo in volto, ma sentiva i suoi occhi puntati su di lei -Non dirlo in giro.- fu l'unica cosa che sentì, il tono era roco. Il principe si era alzato e aveva deciso che era il momento di tornare al castello prima di combinare qualche guaio e creare problemi. Salito su Ira Tenax attese che anche la fanciulla facesse lo stesso.
Durante il tragitto nessuno parlò. Sophì era ancora sconvolta ma si vergognava anche per la sua inesperienza mentre Dargor continuava a fissare il sentiero come se qualcosa lo avesse turbato. Lo sguardo era perso nel vuoto e la presa sulle briglie era minima. La principessa gli diede uno sguardo furtivo e notò lo stato d'animo di lui, sembrava triste e pensieroso -Tra poco siamo arrivati.- avvertì improvvisamente, la ragazza annuì in silenzio, sentiva stranamente caldo nonostante la temperatura fosse ottima.
Alle stalle li attendevano Hess e Hymeh.
-Bentornati.- disse la Strega aiutando la principessa, Dargor era taciturno e rispose con un cenno del capo.
A cena nessuno parlò, Sophì non parlava nemmeno con la sua tutrice su quello che aveva fatto quel giorno. La Strega notava un certo disagio in lei, ogni tanto lanciava piccole occhiate furtive al principe e la donna non capiva il motivo.  Il padre sembrava essersi accorto dello strano silenzio della figlia ma non disse niente.
-Io ho finito- annunciò Sophì -Penso che andrò a riposare. Buonanotte.- Si alzò e andò in camera sua.
-Buonanotte bocciolo.- disse Wandarer con un sorriso.
-Vado con la principessa, scusate.- si congedò la Strega raggiungendo la sua padrona di corsa -Principessa!- chiamò proprio mentre la porta le si chiudeva in faccia.