CAP-5
-Ti consegno questa spada per la virtù e il coraggio dimostrati in battaglia. Ti consegno questo medaglione affinchè ti porti fortuna.-
Il ragazzo biondo era inginocchiato davanti ad una figura femminile slanciata, vestiva di bianco. I lunghissimi capelli color argento scendevano lungo le spalle, gli occhi dello stesso colore fissavano il ragazzo davanti a
sè, sorrise e lo congedò dopo avergli consegnato una splendida spada verde smeraldo e un medaglione di cristallo.
Il giovane iniziò a camminare lungo il corridoio del palazzo color avorio circondato da numerose cascate. Osservava il paesaggio etserno dal grande colonnato in stile greco, le colonne erano slanciate, bianche come il latte e le loro scanalature creavano splendidi effetti ombreggiati a contatto con la luce.
Guardando quello spettacolo, il ragazzo si perse sulle note di una voce melodiosa. Proveniva dalle cascate. Impulsivamente iniziò a camminare verso la fonte della dolce melodia come un'ape attratta da un fiore, più si avvicinava e più si sentiva il suono di un'arpa, accompagnava alla perfezione quella voce così melodiosa. Il suo spirito sembrava aver trovato una pace assoluta e si lasciava guidare. Il
verde e lo splendore del luogo rendeva questo evento ancora più bello.
Arrivato in una raduta osservò il meraviglioso luogo: c'erano molti alberi in fiore, qualche coniglio bianco saltellava tra l'erba. Seduta su una grande pietra bassa, c'era una fanciulla. Dalla sua schiena si aprivano due splendide ali candide, il vestito bianco arrivava fino a terra coprendole i
piedi ma metteva in risalto le forme del suo corpo. I lunghi capelli biondi coprivano le spalle e un pò la base delle ali. Il ragazzo si chiese cosa stesse facendo un Angelo Bianco da quelle parti, cercò di avvicinarsi sperando di vederla in volto. Suonava un'arpa dorata con grande
maestria pizzicando le corde d'oro con le dita sottili. Il cuore era un tumulto e una miriade di sensazioni nuove si fecero strada.
Mentre si avvicinava la fanciulla smise di suonare e si voltò. Non era bella come si
aspettava. Improvvisamente il paesaggio divenne un cimitero pieno di lapidi, il
cielo era plumbeo. Il volto della fanciulla era scheletrico e la poca pelle
raggrinzita copriva solo in parte il volto incavato, gli occhi erano due sfere
bianche senza palpebre, ma le mani erano normali. Lei lo indicò mentre in cielo iniziarono a vorticare un gran numero di corvi neri come la pece. -E' colpa tua!- disse l'angelo. Le sue ali erano deperite, ora solo poche piume le coprivano,
lasciavano intravedere le ossa alari e le mani , ora, erano simili ad artigli,
scheletriche e bianche.
Spaventato il ragazzo indietreggiò, dietro di lui c'era una pozza dall'acqua stranamente scarlatta.
-E' colpa tua se ora sono così! Ricordalo!- la sua voce era normale da come,
invece, il ragazzo si aspettava. -Ora un'altra anima pura e innocente raggiungerà la mia stessa sorte!- sembrava che stesse piangendo ma non le era permesso.
Il biondo non rispose e indietreggiò ancora, tentò di ricordare però dove avesse già visto quella donna, o quello che era stato ma aveva la mente
vuota, il cuore in gola. Si sentì tirare: dall'acqua uscirono numerose mani anemiche e scheletriche, lo volevano tirare giù. Il ragazzo perse l'equilibrio e cadde a terra mentre i cadaveri iniziarono a
trascinarlo per le caviglie. La paura iniziò a invarderlo completamente quando...
-Principe! Si svegli!- sentì chiamare.
Aprì gli occhi infastidito dalla luce del sole. Il volto di una donna dai capelli neri apparve nitido davanti a lui, sembrava preoccupata.
-Come sta?- chiese la Strega Bianca.
Solo poco dopo il ragazzo si accorse di avere le guance umide, aveva pianto? Sospirò e poi cercò di mettersi a sedere senza successo, una fitta di dolore gli attraversò l'addome rendendo impossibile qualsiasi movimento. Alla fine decise di fare una cosa saggia: restare disteso.
-Principe Dargor? Mi sente?- chiese Hymeh a voce più alta.
-Si.- rispose lui con voce roca e molto bassa, fissava il soffitto cercando di capire le parole del sogno. Osservò poi la Strega Bianca ed ebbe l'incredibile impulso di farle una domanda, cosa che però fu repressa quasi subito sentendosi uno stupido, era solo un sogno infondo.
Fu come se la donna accanto a lui avesse percepito la sua esitazione e domandò -C'è qualcosa che deve dirmi o chiedermi? Ha avuto un incubo, lo vedo. Era
tranquillo quando poi ha iniziato a dire "Cosa avrei fatto?" oppure "Spiegati bene". Cosa ha sognato?-
-Io... non lo so.- disse lui confuso -Ero in un posto. Probabilmente era quando avevo ottenuto la Spada che ho adesso, ho riconosciuto la donna che me l'aveva data. Ma poi...- era come se avesse perso la voce, rimase un pò a boccheggiare riuscendo a ricordare ogni cosa. -Ricordo che avevo la stessa età della principessa quando questo accadde e... avevo conosciuto anche una splendida fanciulla.- un lieve sorriso nostalgico si allargò sulle labbra, la tristezza iniziò a riempiergli il cuore.
La Strega Bianca lo osservava interessata -Ha ripercorso una parte del suo passato in pratica.- il principe annuì spostando lo sguardo verso la donna.
-Solo che i fatti si sono svolti in modo differente. Si, ci eravamo incontrati alla radura e lei stava cantando ma... non erauna creatura della morte.- sembrava un bambino incredulo mentre si rendeva conto di quello che diceva.
Hymeh non parlò, non voleva interromperlo. Inconsciamente Dargor stava cacciando fuori quello che aveva sognato, in condizioni normali non avrebbe mai parlato. Probabilmente lo shock dell'incubo lo aveva costretto a confidarsi con qualcuno.
Dargor sospirò -Diceva che era colpa mia se era ridotta in quello stato.- disse in fine con gravità, la voce gli stava morendo in gola, sentiva un esasperato bisogno di piangere e non sapeva il perchè. Non si era mai sentito più insulso, non doveva piangere per uno stupido sogno. -La cosa più strana fu quando aveva detto che un'altra anima avrebbe fatto la sua stessa fine.- concluse, si accorse di
tremare, il cuore batteva all'impazzata.
Hymeh sembrava esterrefatta, si alzò improvvisamente -Aspetti un attimo.- andò nella sua camera tornando poco dopo con un libro, serviva per interpretare i sogni, era stato scritto dal suo stesso maestro e non aveva mai fallito -So di non essere nessuno per lei ma se mi dice qualcosa di più potrei aiutarla e impedire che succeda qualcosa di brutto.- disse con tono dolce.
Dargor non sembrava disponibile -E' un mio problema e..- balbettava.
-Se ci va di mezzo qualcun altro allora non è solo un suo problema.- disse Hymeh con fermezza improvvisa -Inoltre devo chiederle se sa chi ha mandato quel Drago. Perchè so che è stato mandato da qualcuno.-
-Anche io lo avevo pensato.- rispose lui ben lieto di cambiare argomento -Ma non so chi lo abbia mandato, davvero. Non sono riuscito a vedere il simbolo della targhetta.-
-Allora anche lei l'ha visto! Quindi non ci resta che scoprire chi lo abbia mandato.- disse Hymeh. Ad un tratto sorrise -Vedo che sta meglio. Vado a vedere delle cose in biblioteca e torno più tardi, va bene? Le porto qualcosa di buono da mangiare.- si congedò.
Dargor iniziò a fissare la finestra sospirando anche se non riusciva a capire perchè avesse fatto un incubo simile. Infondo non era stata colpa sua.
Mentre si avvicinava la fanciulla smise di suonare e si voltò. I suoi bei occhi verdi brillavano alla luce del tramonto. Le labbra erano curvate in un leggero sorriso timido, era molto giovane, forse aveva la stessa età del ragazzo. Si alzò dal masso piatto su cui era seduta e camminò con tranquillità verso il
principe, in quel momento era rimasto imbambolato fissando il modo elegante di camminare della fanciulla, sembrava danzare leggera. Mentre si avvicinava lei gli porse una mano sorridendo con più sicurezza, con movimento impacciato il ragazzo strinse la mano di lei e sorrise rendendosi conto di quanto fosse ridicolo.
-Il mio nome è Calliope..-
-Come la Musa.- un sorriso ebete gli si stampò sulla faccia.
-Già. A mia madre piaceva questo nome e mi ha chiamata così. Il tuo nome, nobile cavaliere?-
chiese lei cercando di non ridere per l'espressione del ragazzo.
-Dargor. Sono il principe di Argor, beh, tu non dovresti parlarmi, potrei essere pericoloso.- disse con
ironia lui. La fanciulla sorrise divertita.
-Tutti hanno bisogno di un'opportunità. Non credo che tutti gli Angeli Neri siano cattivi, è della vostra natura ma si può fare qualcosa per migliorarvi.- disse Calliope.
Parole più vere di queste non c'erano mai state. Il principe era sempre stato la vergogna di tutti gli Angeli Neri, colui che avrebbe dovuto rappresentare la loro bellicosità e crudeltà, in realtà era una persona di buon cuore che seguiva di propri ideali. Nonostante ciò era rispettato per le sue capacità e pian piano fu apprezzato anche dai più scettici.
L'incontro con Calliope segnò un periodo abbastanza felice per il giovane Angelo Nero: il primo amore, la promozione a componente dell'Ordine dei Dragoni di
Argor, un ordine di gran lunga superiore a quello della Squadra Armata, medaglie al valore.
-Secondo te come diventerò, Dargor?- sorrideva felice davanti ad uno specchio, il vestito bianco ondeggiava leggero.
-Diventerai quella che hai sempre voluto essere.- disse il principe con sorriso ambiguo, al che la fanciulla non era soddisfatta e fece il muso lungo -Non fare così! Aspetta un altro pò e vedremo come diventerai no?- sorrise lui baciandola.
-Hai ragione, vado a prepararmi, sarà un bel ricevimento!- corse in camera sua
saltellando sulla punta dei piedi. Il ragazzo la fissava, sembrava che volasse
su quei piedini sottili.
Però Calliope non tornò più, Dargor rischiò la morte e i suo genitori erano stati rinchiusi nelle segrete del castello. Una notte da dimenticare. Un'ancella trovò il corpo della giovane Calliope appeso ad una corda alla gola, si era suicidata. Sul corpo mostrava strani segni, graffi e lividi, gli occhi
avevano le tracce di un pianto disperato, la camera era a
soqquadro.
-Cosa ti ha spinto a fare ciò?- tra amare lacrime il giovane principe rimpiangeva di non esserci stato e di non aver potuto fare niente per la ragazza.
-Abbiamo un sospetto.- era una delle guardie entrata nella camera con altri due
colleghi, tenevano per le braccia un uomo che indossava una maschera nera e sorrideva.
-Non siamo sicuri che sia stato lui a rinchiuderci nella cella.- disse Erika -Era più robusto quello che ci aveva rapiti.-
Quello che Dargor aveva capito era questo: non
portare un Angelo Bianco nel covo degli Angeli Neri, era un agnellino nella tana
dei lupi e il loro potere era doppio se giocavano in casa.
-Devo assolutamente capire cosa lo ha demoralizzato in quel modo.- farfugliò la Strega
Bianca, aveva una tazza di thè in una mano ed era seduta su una seggiola di
legno.
-Beh, è scioccato per l'attacco del Drago no?- disse una donna dai capelli rossi e gli occhi dello stesso colore, aveva la stessa età di Hymeh, sui 25 anni.
-Stava per piangere, gliel' ho letto negli occhi. Cassandra, devi aiutarmi! Nel suo sogno si parlava di un qualcosa che si sarebbe ripetuto. Non mi sento sicura.-
La donna chiamata Cassandra si alzò per alimentare le fiamme del camino, erano passati due mesi dall'arrivo di
Dargor, di suo cugino e del generale. Niente sembrava andare storto ma ormai da tempo la mente di Hymeh era preoccupata -In che modo vuoi che ti aiuti dunque?.- chiese la rossa.
-Lo Specchio.- disse la Strega Bianca -Lo Specchio d' Argento. So che ne hai uno.-
era speranzosa.
Cassandra osservò di sott'ecchi la Strega Bianca -Con quello Specchio puoi vedere ogni cosa lo sai? Potresti anche trovarti a vedere qualcosa di imbarazzante e..-
-Non m'importa Cassandra! Sono due mesi che è arrivato il principe e sono passate delle settimane dall'attacco del Drago. Nonostante sia stata promessa sposa al generale Wandarer, la principessa ha perso la testa per il principe Dargor! Io sono preoccupata, non vorrei che le accadesse qualcosa, tutto quì. Gli Angeli Neri portano solo sventura, parlo per esperienza.- disse Hymeh con un improvviso tono triste, incrociò le braccia lungo le spalle come se si volesse chiudere in se stessa -Ho avuto un' adolescenza davvero brutta a causa loro e non voglio che la principessa viva le mie stesse esperienze.-
Cassandra sembrò comprensiva e si diresse in una camera. Tra la moltitudine di oggetti polverosi, pergamene, libri e sfere di cristallo
posti su svariate mensole, c'era un fagotto dal quale usciva un manico tutto d'argento. Dopo averlo preso, la giovane donna lo pose all'amica -Lo Specchio.- disse -Il principe si è ripreso vero? Sarà difficile frugare nei suoi ricordi se non sta dormendo e..-
-Posso provare ad avvicinarmi a lui. Quando era stato male abbiamo parlato molto e lui sembrava più aperto nei miei confronti.- disse Hymeh -Non so cosa potrò fare ma voglio sapere e prevenire un disastro. Cassandra, qualche volta passa a palazzo. Sarei felice di presentarti alla principessa.-
Cassandra sorrise -La conoscerò, non ti preoccupare.- disse con sicurezza -Pensa solo a proteggerla e a guidarla. I tuoi insegnamenti le serviranno prima o poi.-
-Grazie. Ti sono debitrice!- Hymeh sorrideva come non mai, cosa abbastanza rara.
-Sorridi più spesso e troverai presto marito.- scherzò la rossa -So che non vuoi maritarti, stavo scherzando! Ora vai! Becca il principe in un momento di debolezza, ma sii cauta va bene?-
Hymeh la salutò e uscì, salì in groppa ad un grande Grifone ricoperto di piume bianche, all'estremità della coda e delle ali aveva delle piume arcobaleno.
-Sta iniziando a camminare con le sue gambe. Ma è questo che gli ha insegnato, vero Maestro?-
osservava l'amica partire, era appoggiata al cornicione della porta, braccia
incrociate al petto.
Un anziano Mago apparve da un angolino della casa con un gran sorriso -Ormai è imminente. Non possiamo farci niente.-
-Mi chiedo se tutto accadrà come previsto. Intendo lo Specchio, il principe, la Statua e Oban, la Spada...- Cassandra rimase a riflettere su queste parole -e la principessa...-
-Dobbiamo affidarci un pò alla fortuna e un pò alla buona volontà delle persone in cui confidiamo.- il Mago sorrise sicuro di sè e della sua scelta.
-Alba, appena arriviamo al castello torna da dove sei venuta, non voglio che ti vedano.- disse Hymeh.
-Va bene. Però tu sta attenta e non cacciarti nei guai.- raccomandò il Grifone ricevendo in risposta un colpetto sulla spalla. Comunicava con la sua amica metalmente.
Arrivate sul posto, Alba si dileguò diventando invisibile mentre Hymeh scovò a passeggio sul lago i due principi cugini. Corse da loro nascondendo lo specchio in una tasca interna della veste -Salve!- salutò con un inchino -Vedo che si è ripreso bene!-
-Si. Mio cugino ha la pelle dura, nessuno può ucciderlo facilmente! Oh, ma parliamo di te invece. Ricordi la mia proposta vero?- disse Hess con una certa malizia.
Hymeh sembrava ingoiare un grosso rospo -Certo che me la ricordo. Ma ecco, vede, non è il momento adatto di parlare di cose simili.- disse evasiva, stavolta si relazionava diversamente, sembrava una di quelle ragazze di corte che accettavano lusingate una proposta ma che cercavano in tutti i modi di sembrare indifferenti senza riuscirci.
-Hess ti prego smettila. Lasciala stare. Si imbarazza e non vuole parlarne. Quando capirai che una donna non ti accetterà mai se fai così?- lo rimproverò Dargor irritato.
-Non fa niente, principe. Sa, volevo parlare con Hess di una cosa e mi sembra, beh, simile all'argomento che volevo affrontare con lui.- disse
Hymeh con tono vago.
Hess sembrava aver trovato il leggendario tesoro di Atlantide -Io non so che dire! Come mai tutto così improvvisamente?-
-Per ora questa cosa non riguarda noi due ma l'organizzazione del matrimonio della principessa.- disse la Strega, al che Dargor sembrò estraniarsi totalmente dalla discussione. Era sempre così quando si parlava del generale o di
Sophì.
-Dobbiamo spostare le truppe presso il confine delle Pianure di Selene.- disse Dargor indicando i punti su una cartina di Erinorth, il generale Wandarer controllava interessato, lo stesso valeva per il re anche se non aveva capito il motivo -I Troll hanno paura dell'acqua e non sanno nuotare.- spiegò perplesso. IL fiume Thoron era un buon confine ma il ponte che lo attraversava era un pericolo.
-Oh, vero! Ma sai, dopo tutti questi anni solo adesso abbiamo saputo della minaccia dei Troll. Sono sparite delle giovani fanciulle, dei mercanti le hanno trovate morte lungo i loro sentieri e sostengono che siano stati questi esseri.- spiegò Akron.
Dargor osservò la finestra -I Troll seducono le giovani fanciulle, giusto? Ma spesso queste non sopravvivono.- disse con metodo logico -Se così fosse, dovremo trovare un' esca, non obbligheremo nessuno e niente accadrà a questa ragazza perchè non faremo avvicinare nessun Troll. A noi serve solo la conferma.-
-Dargor, scusa, ma sono state trovate nude e questo fa già capire.-
-Qualsiasi persona allora può avergli fatto del male e poi uccise, non ci vuole molto infondo.- disse Dargor con fermezza -Ovviamente se le ferite sono quelle di un Troll si distinguono dalle altre per alcune caratteristiche: la
profondità dei graffi, assenza di lividi. Teniamo in mente che i Troll non danno batoste, le loro vittime rimangono paralizzate dalla paura quando li vedono e si fanno fare di tutto. E' raro che un Troll lasci in vita qualcuno,
così un morso netto stronca la vittima. Ecco cos' è una ferita di un Troll: un morso. Tuttavia se la vittima sopravvive durante il rapporto forzato e il Troll la trova simpatica per qualche motivo la lascia in pace, se ne va.-
Il re sembrava aver visto qualcosa di disgustoso -Povere fanciulle.-
-Ma perchè mai un Troll vorrebbe accoppiarsi con un umano e non con un suo simile?- chiese Wandarer cercando di far cadere il principe. Ma ciò non avvenne. Dargor lo guardò sorridendo.
-Perchè gli Angeli Neri fanno lo stesso con gli Angeli Bianchi? Beh, il piacere. La risposta è questa. Noi lo cerchiamo negli Angeli Bianchi se non abbiamo una moglie, loro lo cercano in esseri diversi da loro anche dal punto di vista di specie. Le Troll femmine sono poche e hanno solo uno scopo generativo. Se un Troll sente una fanciulla, beh, diciamo, in calore, l'istinto prevale e allora si che accadono casini. Se la ragazza viene sentita da più Troll possono presentarsi due situazioni: la prima in cui i Troll lottano tra loro per avere la meglio proprio come se volessero conquistare una femmina della loro specie; la seconda situazione è la peggiore, fanno a turno. E' in questo caso che la ragazza non sopravvive nemmeno al secondo pretendente. I Troll sono conosciuti solo per questa fama e nient' altro. Dobbiamo allontanarli per non farli avvicinare ai villaggi.-
Wanderer sembrava sconvolto quanto il re. Dargor si sentiva un pò in imbarazzo -So che è un argomento che non dovevamo affrontare ma parlando di Troll bisognava per forza arrivare al punto della questione. Inoltre mangiano a sbafo, quindi anche i raccolti e il bestiame sono in pericolo.-
concluse perentorio.
-Quindi mi deve dire se è successo qualcosa che ha fatto arrabbiare suo cugino in quel modo.- disse Hymeh ad Hess.
Dal canto suo Hess la osservava con serietà incredibile -A cosa ti servono queste informazioni? Dargor stesso non ti ha voluto dire niente.-
-Lo so. Ma serve a me. So che è una cosa che non mi riguarda ma potrebbe essere importante!-
-Devi rilassarti Hymeh.- disse Hess prendendole le mani e facendola sedere su una panchina del giardino, si sedette anche lui e sospirò -Ne stai facendo una fissazione, devi rilassarti e sgomberare la mente. Forse ti dà solo fastidio che Sophì non abbia più molto tempo di stare con te e studiare.- disse -Sta crescendo ormai e devi fartene una ragione.-
-Pensavo che mi capisse!- scattò Hymeh adirata -Invece mi sono sbagliata! Non mi interessa se la principessa si sposa, sono felice per lei ma è quello che il principe ha detto che non mi convince.-
-Cosa avrebbe detto mio cugino? Oh, forse il fatto che sia stato esiliato? Ma non siamo sicuri che le accuse fossero giuste nei suoi riguardi.- disse un pò perplesso il ragazzo -Hymeh, cerca di aspettare un pò. Se accade qualcosa incolperemo lui.- le accarezzò il volto con delicatezza cercando di trasmetterle sicurezza.