Si era addormentata nella sua camera, seduta sul suo letto coperto da un lenzuolo nero, sontuoso per quanto
fosse solo una consigliera e una tutrice. Il libro
giaceva tra le mani stanche, il capo piegato verso un lato, la schiena poggiata pigramente sullo schienale del letto a baldacchino. I veli blu notte pendevano dal baldacchino e ogni tanto si muovevano a causa di qualche spiffero che entrava dalla finestra semi aperta. I capelli neri scendevano sulle spalle, morbidi e arricciati. Il respiro tranquillo significava stato di sonno.
Tutto era tranquillo nella camera, il crepuscolo che si vedeva dalla finestra era uno spettacolo fantastico, ma la proprietaria della camera dormiva beatamente dopo un lungo colloquio con Ahti, il vecchio Mago.
-Ormai il cielo ha parlato. Le stelle hanno dato il loro responso- disse il vecchio Mago.
La Strega Bianca era seduta su una sedia al lato opposto del tavolo rotondo, al centro c'era la mappa del cielo piena di calcoli indecifrabili per persone normali. Varie linee formavano una
figura concentrica. Sulla circonferenza stessa c'erano altri tre piccoli cerchi e al centro di ognuno una stella. Al centro della circonferenza principale, c'era un simbolo simile ad un triangolo capovolto. La Strega guardava quella figura con smisurato interesse, i suoi occhi azzurri indugiavano invece sui calcoli fatti dal vecchio maestro.
-La cosa positiva è che abbiamo tutte le carte nelle nostre mani. L'unica cosa da fare è cercare il Diacono Sacro.- spiegò.
La Strega Bianca ora fissava il maestro -Diacono Sacro... Oban?- chiese facendo annuire Ahti.
-Il Diacono Sacro è un posto dove si concentra una gran quantità di magia. Pare che Oban fluttui nell'atmosfera...-
-Dove finiscono le acque che cadono a cascate dal territorio?- chiese la donna curiosa.
-Oban fluttua sul Mare Tempestoso, le sue acque, cadendo a precipizio, si fondono con quelle del Mare.- spiegò il Mago con tono misticheggiante.
-Allora dovrebbe esser facilmente identificabile no?-
-Invece no. La sua posizione varia perchè si sposta inoltre è così in alto che le acque delle cascate si sparpagliano durante la caduta.-
-Oh, non ci avevo pensato. Solo a groppa di un Drago si può arrivare?-
-Beh si. Oban è anche il paradiso dei Draghi.-
-Anche questa mi è nuova...-
-Hymeh, educa la principessa e controlla la situazione al castello. Cerca di stare attenta a qualsiasi cosa sospetta. Non ho altro da dirti. Puoi andare.-
L'aria sonnacchiosa favoriva il riposo tanto che la Strega era ancora nel mondo dei sogni quando ormai il crepuscolo era sparito e le stelle brillavano in cielo.
-Strega Bianca!- urlò la principessa Sophì entrata in camera e svegliandola di soprassalto.
-Cosa è successo?- chiese la Strega irritata -Non deve svegliarmi in questo modo!- si era davvero spaventata.
La principessa non rispose subito, osservava con curiosità i libri che stava leggendo Hymeh: avevano strani simboli sulla copertina e anche delle scritte che sembravano Rune. Distolse l'attenzione sui libri, prese per una mano la sua tutrice e corse fuori dalla camera -Devi vedere!-
Un gruppo di Draghi volava sul castello e si dirigeva verso la Reich Valley a volo spedito. Dargor non aveva potuto tenere la lezione quel mattino perchè mancavano i soggetti da studiare.
Il mattino seguente la principessa si svegliò di buon ora anche se non aveva dormito molto, era emozionata al pensiero di vedere un Drago vivo da vicino, in genere ne vedeva solo morti perchè non le permettevano di avvicinarsi a Draghi vivi giudicati pericolosi. Accompagnata dalla sua tutrice, la Strega Bianca, Sophì corse per l'ampio prato che separava il castello dalla Valle.
Arrivate sul posto trovarono un gruppo di reclute abbastanza spaesate. La Valle era un posto costituito da rocce scoscese, alcuni nidi facevano capolino, alcuni Draghi svolazzavano in circolo, era un posto ampio un paio di
chilometri. Dargor parlava con un ragazzo che gli somigliava molto. Aveva i capelli di un biondo sporco, gli occhi sul verde scuro e i tratti eleganti come quelli del principe. Entrambi i ragazzi indossavano abiti semplici e alla cintura avevano una spada abbastanza grande.
-Grazie per esser venuto Hess, avevamo bisogno dei tuoi bestioni.- disse Dargor battendo una mano sulla spalla del suo interlocutore.
-Qualsiasi cosa per mio cugino.- rispose Hess con un gran sorriso, il suo sguardo si posò prima sulla principessa e poi sulla Strega Bianca.
-Oh, loro sono la principessa Sophì e la sua tutrice, una Strega Bianca anche se non ho mai sentito il suo nome.- disse il principe un pò perplesso essendosi reso conto di questa falla.
Sophì col suo solito sorriso corse dai due ragazzi e li salutò -Non vedo l'ora di vedere i Draghi!- esclamò entusiasta -Purtroppo li ho sempre visti morti, vederli vivi sarà emozionante! Oh, chi è questo ragazzo?- chiese poi osservando Hess con occhi enormi.
-E' mio cugino Hess. Lavora per lo Squadrone Armato dei Dragoni di Argor, ovviamente.- spiegò Dargor come se la cosa fosse ovvia. Notando l'espressione allibita della principessa aggiunse -E' venuto quì per permetterci di fare una lezione coi Draghi. Ha portato specie diverse, alcune usate per le battaglie altre usate per altre occupazioni.-
-Forte! Non vedo l'or..-
-Quale splendore si leva davanti ai miei occhi!- esclamò Hess con voce solenne.
-Come?- chiese Sophì. Strabuzzò gli occhi quando vide Hess prendere tra le sue mani quelle della Strega Bianca.
-Sposami e vivrai felice!- da chissà dove, l' Angelo Nero tirò fuori un mazzo di fiori, guardava Hymeh con
espressione rapita.
Sophì guardò Dargor, lui era ancora più stupito della stessa principessa, la sua espressione era davvero stupefacente: occhi sbarrati e fissi su quella scena imbarazzante, la sua bocca non esprimeva nè un sorriso e nè il broncio, era praticamente dritta. Sophì sorrise perchè era davvero buffo.
-Tuo cugino è un don Giovanni?- chiese poi.
-No. Ma è da tempo che dice di volersi sposare. Non pensavo facesse sul serio...- rispose il principe ancora mezzo stupito -Che scena patetica.
Un Angelo Nero che si riduce a questo...-
Hymeh era quella più stupita, prese in mano il mazzo di fiori dando uno sguardo perplesso alla principessa, in realtà la sua espressione dimostrava un certo ribrezzo, se così si poteva dire, ma non si notava molto -Grazie messere, ma non doveva.- disse poi con imbarazzo.
-Uno splendore come te non si vede tutti i giorni.- continuava il ragazzo con sguardo ancora rapito.
Hymeh guardò Dargor come per chiedere aiuto che le venne subito dato -Hess, dovremo iniziare la lezione. Parli dopo con la signorina.- disse con gentilezza. Anche se con riluttanza Hess si separò dalla Strega Bianca che tirò un sospiro di sollievo.
Alla fine tutti si radunarono attorno ad un recinto: dentro c'erano dei Dragoni, uno diverso dall'altro.
Dargor entrò nel recinto insieme al cugino, presero un Drago dalle zampe corte, robusto, dalla testa tozza e
due corna robuste, erano in linea lungo il muso, quello davanti più lungo e l'altro più piccolo; le ali erano grandi e molto robuste. Un'armatura
proteggeva i fianchi e la parte superiore del capo. Dargor osservò le reclute -Chi mi sa dire che specie di Drago è questo?-
Silenzio, le reclute fissavano il mastodontico rettile simile ad un rinoceronte.
Dargor guardò Hess con pazienza -Questo è un Drago d'attacco, o meglio, da demolizione. Lo utilizziamo in battaglia per abbattere le mura di castelli. Ha una forza incredibile che non può essere paragonata nemmeno a Draghi più grandi di lui. Si chiama Mogalock ed è un Drago da battaglia, lo avrete capito ormai.- spiegò con tranquillità -Può essere usato anche per attaccare le file degli eserciti e decimarlo in pochi secondi.-
La principessa fissava il mastodontico bestione con stupore, era davvero grande e dava l'aria di non esser preso sotto gamba. Dargor passò ad un esemplare lì vicino, era piccolo e dalla pelle rossastra. Il principe lo fece
salire sul braccio, si arrampicava come un pipistrello, infatti non possedeva arti superiori, erano stati assimilati alle ali e si arrampicava con l'ausilio di queste raggiungendo la spalla del ragazzo, in grembo aveva aggrappato un piccolo di un colore più chiaro. Le reclute guardavano quegli esserini con occhi quasi inteneriti quando Dargor
parlò -Non fatevi intenerire, sono capaci di sputare fuoco e di emettere urli a dir poco assordanti.- spiegò -Questo è un Kcritoh, un Drago sentinella. Si nutre di Gamberi di Caverna ecco perchè possiede questo colore, quando nascono sono totalmente bianchi. A parte il compito di sentinella, possono servire da sveglia mattutina al posto dei galli. Ora passiamo al prossimo e ultimo Drago.-
Il Drago che mostrò stavolta era nero come la pece, aveva occhi di un rosso molto scuro che tendeva al viola. La testa era circondata da un gran numero di spine, il muso era lungo e anche il collo lo era,
su di esso correvano fine appuntite di spine più piccole sempre di colore nero. La coda era munita di spine molto più lunghe e le ali erano larghe e partivano dalle scapole mentre le due zampe anteriori erano artigliate. Ogni tanto dalle narici uscivano sbuffi di fumo grigio e con i suoi occhi violacei guardava le reclute severamente. Il capo era protetto da un'armatura argentata, lo
stesso il dorso sul quale era stata sistemata una specie di sella, probabilmente si mettevano i loro cavalieri, ai fianchi di
questa c'erano delle sacche. La sella era legata in avanti per formare delle bretelle.
-Questo è un Drago che viene usato per assalti aerei, appartiene alla specie dei Kalevhada, Draghi abbastanza diffidenti e aggressivi. Ovviamente se saprete trattare con loro, loro stessi si
dimostreranno riconoscenti verso chi li comanda in battaglia. Hanno un fuoco letale che può raggiungere la lunghezza di quasi sette metri.- spiegò il biondino -Gli altri Draghi li vedremo nel pomeriggio, domani inizieremo a imparare come accudirli e come allenarsi con loro. Potete andare, ci vediamo dopo.-
Molte reclute mentre se ne andavano stupite continuavano ad osservare il Kalevhada con timore, altri ancora con ammirazione. Sophì corse più vicino alla
recinzione attirando l'attenzione del Mogalock che iniziò ad osservarla insistentemente.
-Hei tu! Non stare così vicina!- esclamò Hess accortosi del bestione, andò da Sophì e la mise in guardia -Una sola carica da parte sua e puoi dire addio a questo mondo.-
-Oh, non mi ero accorta che si fosse allarmato. Scusami.- disse Sophì un pò dispiaciuta.
Intanto Dargor dava una pulitina al suo Kalevhada -Che sta facendo?- chiese Sophì.
-Quel Drago è suo. Mi ha espressamente chiesto di portarglielo. Quei due sono inseparabili, credimi, adesso lo sta rinfrescando un pò come vedi, ama l'acqua. Vieni, a differenza di altri Draghi della sua specie questo è abbastanza socievole.- Hess guidò la ragazza dal cugino.
Il Dragone subito fissò la nuova arrivata, allungò il muso e la scrutò a lungo senza batter ciglio ma non aveva l'aria di volerle fare qualcosa, sembrava curioso nel vedere una persona diversa, continuava ad annusarla. La ragazza snetiva il caldo respiro del bestione.
-Oh, sei quì. Hess sai che è pericoloso!- disse Dargor un pò irritato vedendo la principessa nel recinto insieme a loro.
-Finchè ci siamo noi non succederà niente. Il problema è il Mogalock, è agitato. Ti lascio la tua bella mentre vado a tranquillizzarlo.- disse Hess frettoloso e si diresse verso il bestione alato.
La Strega Bianca osservava il Kalevhada con insistenza e poi andò anche lei dai due ragazzi orbitando in una luce biancastra. Appena
arrivò spaventò entrambi i ragazzi.
-Che bello spaventare la gente vero?- disse Dargor ironico -Come mai guardi da un pò il mio Terra?- chiese.
-Sembrate molto uniti. Uniti da un legame particolare. Si lascia toccare senza irritarsi, in genere i Draghi si irritano se qualcuno li tocca, no?-
-Dipende da come vengono cresciuti. Noi provvediamo ad abituarli al tocco di qualcuno così da non avere problemi.- spiegò con semplicità.
La giornata passò in fretta, Sophì conobbe una decina di specie di Draghi diverse, era incredibile vedere come questi ragazzi riuscissero a trarre particolari compiti da ciascun Dragone assecondando le loro caratteristiche e abitudini.
Ormai il sole stava tramontando, alcuni Draghi si erano appisolati mentre quelli della Valle si erano rintanati nei loro nidi nella moltitudine di
caverne. Dargor stava sistemando i Draghi che erano stati portati da Argor e parlava con suo cugino -Allora è per questo che ti eri proposto di venire eh?-
Hess ammiccò ad un ghigno -Non penso sia affar tuo. Ormai ho deciso e non mi va che tu mi prenda in giro.-
-Ciao ragazzi!- salutò la principessa seguita da Hymeh, severa come sempre.
Ovviamente Hess corse subito da lei a farle la corte
-Cosa state facendo?- chiese Sophì.
-Stiamo mettendo ai loro posti i Draghi ospiti, ovvio.- rispose Dargor, improvvisamente gli venne un'idea -Ti va di fare un giro?- chiese appoggiatosi alla sella del suo Dragone.
Sophì scrutò Terra con diffidenza anche se ormai sapeva che era buono -Non saprei. E se volesse mangiarmi?- chiese ingenuamente.
Dardor scoppiò a ridere -Questo tipo di Drago non mangia le persone. Al massimo gli stacca uno degli arti, se non tutti. Ma ci sono io infondo. So che non hai mai visto un Drago vivo, farci un giro sarebbe la cosa migliore a mio parere.-
-Così se la porta da qualche parte eh?- disse Hymeh con ironia.
Dargor la guardò per qualche secondo -Dimostrami che ho fatto del male a degli Angeli Bianchi e allora forse inizierò a dare ascolto alle consigliere reali di altri regni.- disse improvvisamente freddo, forse si era offeso -Ah, non prenderla come un'offesa. Ho detto questo perchè spesso mi infastidisce il fatto di esser preso come tutti gli altri Angeli Neri.- specificò poi tornando al suo solito tono semplice.
Hymeh continuò a guardarlo con diffidenza -Decide la principessa. Come ha detto lei, io sono solo una consigliera. Ma si dia il caso che sono anche la tutrice della principessa e ho il compito di proteggerla.- disse altera.
-Andiamo ragazzi.- intervenne Sophì -Strega Bianca, non mi farà niente, non ti preoccupare. Mio padre si fida di lui e allora anche io. Poi è solo un giretto, torniamo presto.- sorrise.
Hymeh sospirò rassegnata -E va bene. Mi dispiace di aver diffidato. Andate.- disse con un sorriso abbracciando la principessa, sottovoce però sussurrò -Se succede qualcosa, basta chiamare il mio nome e io la troverò subito.-
Dargor salì su Terra, il Drago si abbassò notando che Sophì lo osservava con titubanza. Il principe le pose una mano -Sali. Non ti succederà niente.- sembrò che il Drago sapesse cosa fare e si accovacciò un altro pò permettendo alla principessa di salire goffamente, un piede sulla zampa come scalino e una mano attorno alla catena avvolta al collo del rettile. Appena su, il Dragone si alzò rapidamente, Sophì era seduta avanti, Dargor dietro e manteneva le briglie -Aggrappati a questa catena, così non rischi di perdere
l'equilibrio.- consigliò lui.
Appena furono pronti Terra prese la rincorsa, spalancò le ampie ali e spiccò il volo in un salto. La ragazza sentiva i muscoli possenti della creatura contrarsi per sollevare il peso del corpo. Furono in aria in pochi secondi e anche ad una quota abbastanza alta. Il crepuscolo dipingeva di rosso le nuvole e si rifletteva nelle acque del lago.
La principessa era stupita, il paesaggio era magnifico, si vedeva tutto il villaggio imperiale e i piccoli villaggi sparsi nelle campagne circostanti.
-Quello è Hordor! Il villaggio centrale!- disse Sophì indicando un villaggio abbastanza ampio, era circondato da due cinte di mura -E' la capitale commerciale di
Erian.- spiegò.
Terra emise uno sbuffo di fuoco e deviò la traiettoria. -E' davvero incredibile!- esclamò Sophì sorridendo. Sentiva l'aria fresca accarezzarle il volto, un'incredibile senso di libertà la coinvolgeva.
-Per chi non è mai andato su un Dragone è ovvio. Anche se è meglio volare su un Drago che con le proprie ali, è meno faticoso.- rispose Dargor ridendo -E poi i Draghi sono simpatici sotto sotto.-
-Sotto sotto, ma proprio sotto. Così sotto che non lo sono affatto. Ovviamente non vale per tutti.- disse la ragazza battendo una mano sul dorso di Terra.
Passarono vicino ad una grande cascata. I raggi del sole coloravano la grande massa di acqua di un colore oro, gli schizzi bagnavano leggermente una delle ali del rettile che approfittò per bere un pò. Atterrarono nella radura ai piedi della cascata facendo riposare Terra e passeggiarono un pò.
-Cosa ti ha spinto a fare questo lavoro?- chiese Sohpì-
-Amo queste creature no? Sono l'emblema della potenza e della lealtà. Farebbero qualsiasi cosa per difendere il proprio padrone, vero Terra?-
Il Drago si voltò e annuì, pescò un pesce e se lo mangiò. Sophì rimase un pò allibita -Capisce ciò che dici?- chiese.
-Beh, si. Ti avevo parlato del Drago col quale sono legato, è Terra.- rispose Dargor.
Quando il Drago si riprese furono di nuovo in volo. Stavolta il cielo era coperto di stelle splendenti, la luna era piena e illuminava l'acqua del lago. Volarono un pò tra le nuvole fino a quando non arrivarono al castello e atterrarono -E' stato davvero divertente!- disse Sophì sorridendo, diede una piccola pacca al muso del Drago -Forse è meglio che vada. Non vorrei pensassero male.-
-Già. Poi se succede qualcosa sarei il primo indiziato.- disse ironico il principe mentre toglieva l'imbracatura dalla schiena di Terra che si stiracchiò subito dopo e sbattè le ali -Su, va! Ci vediamo dopo!-
Sophì arrivò nel salone principale dove vide suo padre parlare con un uomo alto dall'aspetto altezzoso, occhi e capelli neri -Oh! Figlia mia! Vieni! Ti presento il generale Wandarer, tuo promesso sposo.- disse Akron con un sorriso.