CAP-2
Alcuni nomi di armi e mestieri li troverete nella guida
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Attraversò i battenti in avorio dopo aver indossato la maschera e si accinse a scendere la grande scalinata di marmo bianco, aveva gli occhi puntati addosso. La sala era piena di gente, nobili, conti e generali dell'esercito. Erano tutti eleganti e intenti a parlare tra loro. Un gran numero di tavoli, coperti da tovaglie bianche con ricami d'oro, era posto vicino alle pareti per dare spazio ai ballerini. Su di essi c'era ogni sorta di prelibatezza culinaria e ogni tipo di bevanda. Un grande lampadario d'oro con bei cristalli illuminava la sala, migliaia di candele erano accese sulle braccia del bel lampadario. In tutto nella sala ce ne erano quattro.
Quando iniziò a scendere gli invitati le fecero spazio facendo inchini quà e là e lei sorrideva ad ognuno . Raggiunse i suoi genitori, stavano parlando con una donna con lunghi capelli neri che finivano a boccoli verso il basso. Aveva lunghe unghie con smalto nero, il vestito era elegante ma sempre nero con disegni argentati. Il corpetto era abbellito con numerosi merletti nri e aveva una scollatura generosa. Anche la maschera nera aveva disegni argentei. Alla mano sinistra portava una specie di scettro argentato. In alto, l'oggetto aveva una sfera verde acqua che galleggiava tra quelli che sembravano musi di drago. La principessa riconobbe in lei la sua tutrice.
-Strega Bianca!- esclamò Sophì correndo e abbracciando la donna con un gran sorriso -Sei stata lontana a lungo! Sono felice di rivederti! Non vedo l'ora di riprendere le lezioni!-
La Strega Bianca, così la chiamava, era la sua tutrice fin da quando aveva 10 anni. Si occupava della sua istruzione magica ed educazione. Era una donna carismatica e molto corteggiata. Sembrava che nessuno potesse addolcire i freddi occhi azzurri che nascondeva sotto la maschera nera, nessuno eccetto la principessa.
La Strega sorrise benevola lasciando trasparire un pò di tristezza, accarezzò la testa della principessa -Certo, principessa. Inizieremo appena finirò il mio incarico.- disse con voce dolce.
Il re battè le mani e ordinò all'orchestra di suonare ed esclamò -Si dia inizio alle danze! Dame e cavalieri iniziamo i festeggiamenti!- e andò a sedersi sul trono accompagnato dalla regina e osservò i sudditi danzare. La principessa li seguì e si sedette sulle gambe del padre mentre la Strega Bianca rimaneva alzata accanto al trono della regina osservando i ballerini.
Entrambi i sovrani erano eleganti. Il re indossava un elegante competo militare rosso, una fascia porpora passava sulla spalla. Un bel mantello regale rosso scendeva sulle spalle, la corona dorata era posizionata sulla testa, le sue pietre prezione brillavano alla luce dei lampadari.
La regina aveva i bei capelli biondi legati in una treccia, il vestito era azzurro e molto signorile, un bel mantello azzurro più scuro scendala sulla schiena e sulla testa aveva una bella corona argentata tempestata di diamanti di piccole dimensioni. Aveva un aspetto altero e osservava la sala con interesse.
I ballerini ballavano in coppia, gli uomini nei loro bei vestiti completi di mantelli e le donne portavano belle maschere. Alla fine della festa, gli uomini avrebbero dovuto togliere le maschere alle proprie dame. Sophì decise di ballare, scese dalle gambe del padre e dopo essersi congedata andò in cerca di qualche cavaliere.
La scelta era ardua. Molti giovani non ballavano perchè stavano attendendo le loro dame, altri erano troppo grandi per la ragazza, altri ancora un pò troppo servili o sfrontati. Rassegnata decise di uscire a prendere una boccata d'aria. Tende in velluto rosso erano ale fiancate delle grandi finestre.
-Non credi che ci sia troppa calma ultimamente?- si sentì una voce dal balcone, Sophì cercò di vedere chi fosse, aveva una voce suadente e pensierosa. Un verso acuto rispose alla voce.
-Peccato che non capisco cosa dici, sei ancora piccolino tu.- sorrise.
La principessa riconobbe i capelli biondo chiarissimo. Il ragazzo aveva tra le mani un piccolo rettile, aveva un paio di ali piccole e sputacchiava un pò di fuoco. Dargor indossava un elegante completo da principe: bianco con una serie di medaglie al valore militare e portava ad un fianco un fodero dorato con dentro una spada, un' Ammazzadraghi probabilmente. Era davvero elegante, osservava il draghetto ma poi si accorse della presenza di qualcuno -Non è bello spiare le persone.- disse ironico anche se con tono conciliante, il suo sguardo era profondo e divertito.
Sophì, rossa per la vergogna uscì dalla tenda in cui si era nascosta e ammiccò, salutò con una mano ricordandosi di essere mascherata -Quello è un Drago?- chiese attirata da quell'esserino rossastro.
Dargor annuì -E' un cucciolotto ma crescerà. In realtà non è un Drago di grandi dimensioni, viene usato per le pattuglie in genere. Essendo piccoli sono quasi invisibili, hanno una vista acuta e il loro verso è così forte a stordire chiunque.- spiegò -E tu chi sei?- chiese poi osservando la ragazza da capo a piedi con interesse spaventoso, non fece molto caso alla corona.
-Beh, io sono..-
-Ti va di ballare?- chiese lui senza aspettare la risposta della principessa, non l'aveva riconosciuta.
Inizialmente Sophì sembrò non saper decidere ma il principe le porse il braccio e lei sorrise, era gentile infondo. Lo prese a braccetto e si unirono alla schiera di danzatori, per qualche strano motivo gli lasciavano spazio, forse avevano riconosciuto la principessa, infondo era entrata dalla scalinata. Dopo però capì che Dargor era pur sempre un principe e lo si capiva da come era vestito: sulla testa, splendente, c'era una corona con incastonati quelli che sembravano rubini. Invece la corona di Sophì era più semplice e quindi meno vistosa e riconoscibile avendo quel velo che scendeva proprio dall'oggetto stesso.
Si sentì avvampare accorgendosi di avere gli occhi glaciali di lui puntati addosso quindi cercò di rompere il ghiaccio con una domanda un pò scema -Sei un domatore?- chiese un pò imbarazzata.
Dargor sorrise -Non proprio. Non un domatore ma, non so come spiegarlo. Ho un Drago col quale sono legato anima e corpo, per modo di dire si intende. Se succede qualcosa di brutto a uno dei due, l'altro sa sempre dove trovarlo. E' qualcosa di indescrivibile.- spiegò un pò in difficoltà -E comunque sono il principe di Argor, più che un domatore sono un addestratore, la cosa è ben diversa anche se in genere i due mestieri vengono ritenuti dei sinonimi.-
-Capisco. Un giorno mi spiegherà la differenza allora.- disse la principessa, meglio dargli del Lei invece del Tu. Avrebbe potuto destare dei sospetti a prendersi tanta confidenza, era divertente fingersi qualcun altro e osservare il comportamento del principe anche se sapeva che alla fine sarebbe stata costretta a togliersi la maschera sotto ordine del re come tradizione. Probabilmente Dargor l'avrebbe presa male perchè pensava che si trattasse di un'altra ragazza. Guardò oltre e notò la Strega Bianca che parlava con quello che sembrava un vecchio Mago, erano molto presi dalla loro conversazione. Il Mago aveva la barba bianca e lunga, indossava un vestito nero senza alcuna decorazione. Al collo aveva diversi medaglioni, probabilmente erano magici. Aveva un sorriso benevolo.
-Quello è il vecchio Ahti, uno dei Maghi più potenti al mondo, ha quasi 658 anni.- spiegò Dargor seguendo lo sguardo della ragazza, osservava anche lui il vecchio Mago con rispetto -Fa parte del Concilium Deorum.- continuò -Un concilio al quale fanno parte i rappresentanti più potenti della popolazione.-
-Sa molte cose.- disse Sophì affascinata.
-Queste cose deve conoscerle un principe, un re o una regina. Insomma, chi sta al potere o chi è destinato ad andarci. Il concilio può essere utile nei momenti di emergenza.- spiegò il ragazzo un pò altezzoso -Ma credo che questo lo saprai già, credo.- rimase un pò perplesso vedendo che la ragazza continuava a fissarlo incredula -Ok, non lo sapevi, posso capirlo. Non credo tu sia tanto, come dire, grande ecco, per conoscere queste cose.-
-Io ho 17 anni.- disse la principessa altezzosa -Non sono piccola.-
Dargor sorrise divertito -Hai un bel caratterino eh? Mi ricordi la principessa che ho incontrato stamattina. Un peperino.- disse con uno strano tono.
Sophì abbozzò un'espressione quasi arrabbiata ma lo fece in modo da non essere scoperta perchè Dargor continuava a guardare rapito il vecchio mago -Chissà in quanti avranno avuto il privilegio di parlare con lui- disse con un sospiro -Per me sarebbe un onore grandissimo.-
-Posso farle una domanda?- intervenne la principessa un pò titubante, il ragazzo assentì -Beh, so che non centra, ma che impressione le ha fatto la principessa?.-
Dargor trovò strana quella domanda, evidentemente nessuno sapeva come fosse la principessa anche se alcuni dicevano che era affabile -Beh, non saprei. Stamattina era nervosa perchè... -voleva omettere il fatto della testa in giù, non poteva coprire di ridicolo un componente della famiglia reale - perchè il cavallo che dovevano darle non c'era, era stato preso già da qualcun altro. Il fatto è che stava aspettando da un pò e allora era venuta alle stalle arrabbiata, poverina.- disse in modo convincente.
Sophì era rimasta un pò perplessa, perchè non aveva detto che era rimasta appesa a testa in giù, che aveva anche litigato con lui e che aveva fatto cadere chili di fieno? -Capisco, deve essere stato insopportabile per lei.- disse poi.
La musica terminò, il re si unì alla combriccola di danzatori. I presenti lasciarono molto spazio ai due sovrani. Akron chiamò anche la figlia con un cenno della mano e un sorriso. Sophì sembrò spaesata e si guardava attorno. Dargor invece andò dal re portando con sè la povera principessa. Ripresero a danzare a ritmo lento ma coinvolgente, i presenti guardavano le due coppie danzare e poco dopo seguirono il loro esempio.
Danzarono per circa mezz'ora e fu anche il momento di togliere le maschere. Toccava al cavaliere smascherare la propria dama, così fu. Pian piano le maschere venivano tolte, spesso i cavalieri restavano affascinati dal bell'aspetto della propria dama e la invitavano a bere qualcosa o a passeggiare nei giardini del castello. Sophì si sentì quasi soffocare, trattenne il respiro mentre la maschera veniva sfilata via, i bei occhi azzurri vennero scoperti nella loro totalità, così come il resto del volto, stavolta era ben curato rispetto a qualche ora prima.
-La principessa che finge di essere una persona qualunque?- disse Dargor a bassa voce -Sai che non si fa?- sorrise.
Sophì si sentì un pò colpevole -Se ti dicevo chi ero mi avresti presa in giro.- disse poi.
Dargor la guardò stupito -Perchè mai? Forse non dovremo parlare di questa cosa quì. Sai com'è, è poco regale ecco. Prenderti in giro e non so nemmeno il motivo.- rise leggermente.
-Allora ho un paio di cose da chiarire.- disse trascinando con sè il principe. I presenti rimasero un pò stupiti da tanta confidenza, forse si conoscevano da tempo. Arrivati al balcone dove prima c'era Dargor a parlare col draghetto, Sophì si voltò -Perchè hai mentito riguardo alla faccenda di stamattina?-
-Se fossi stata qualcun altro ti avrei coperta di ridicolo. Anche se ci sono divergenze tra le diverse famiglie, è sempre bene mantenere un certo rigore. Non avrei mai detto che eri a testa in giù per un piede. La figura di una principessa è sempre legata ad eleganza, compostezza e leggiadria. Idem per un principe: coraggio, forza e lealtà. Se vado in giro a dire le gaffe di tutti succedono guai. Gli innocenti diventano colpevoli e viceversa.- spiegò Dargor con fare logico -Non volevo metterti in ridicolo, tutto quì.-
-Va bene, scusami se ti ho aggredito in questo modo.- disse la principessa ricomponendosi, ora andava meglio -Quel draghettino? Mi stavi spiegando a cosa servivano.-
-Oh si, ma questa è una cosa di cui parlare sul campo, non ad un ballo, non ti pare?- disse il ragazzo con un sorrisetto sulle labbra -Scherzi a parte, domani inizio a istruire i giovani sulle varie specie di Draghi e sul loro modo di essere utilizzati in battaglia o in ricognizione. Ogni Drago ha una sua utilità, piccolo o grande che sia e...-
-Cosa penseresti se i tuoi ti promettessero in sposo a qualcuno?- chiese la principessa improvvisamente, le serviva il parere di qualcuno che era nella sua stessa situazione. Lui era un principe e sicuramente i suoi genitori avevano scelto una sposa. Lo guardava con ansia incredibile. Contrariamente a quanto si aspettava, Dargor la guardò stranito, come se non sapesse di quello che stava dicendo.
-Matrimonio combinato? Oh, capisco.- disse poi illuminandosi -Da noi anche la regola è quella ma se qualcuno si oppone allora la scelta va all'interessato. Nel senso che c'è anche la possibilità di scelta. Quì no?- era un pò sbalordito quando la ragazza scosse il capo -Poveri voi. Si portò la mano tra i capelli, era un vizio frequente.
-Dovrò conoscere il mio promesso, non che mi dispiaccia ma spero sia un tipo simpatico. Pare che si chiami Wandarer o una cosa simil...-
-Wandarer il generale?- interruppe Dargor con tono grave -Povera te. Fu esiliato dal nostro regno anni or sono. Io ero piccolo, non ricordo cosa successe ma pare che congiurasse contro i miei genitori e tutta la famiglia reale. Fu scoperto e esiliato. E' un Angelo Nero. Sta attenta.- osservò la principessa preoccupato.
-Oh, va bene. Beh, io penso che andrò a riposare.- disse Sophì sbadigliando un pò -Magari ci vediamo domani. Voglio proprio vedere queste famose lezioni! Così imparo qualcosa anch...-
-Domani iniziamo le lezioni, principessa.- disse una voce, la Strega Bianca. Era andata a prendere una boccata d'aria e aveva incontrato i due ragazzi -Ovviamente se le ore non coincidono le dò il permesso di andare a vedere.- la sua espressione era molto severa e altezzosa.
-Oh.. Dargor, quand'è che inizierete?- chiese la principessa con entusiasmo.
-Beh, iniziamo all'alba. Per prima cosa portiamo gli apprendisti nella Reich Valley e spieghiamo loro le caratteristiche di un Drago e come distinguerlo da rettili simili. Comunque tutta la mattinata.- rispose il principe sbrigativo.
Sophì guardò la Strega Bianca supplichevole, al che, la Strega dovette cedere -Ma ci sarò anche io. Dovrei scambiare quattro chiacchiere col principe. Se deve andare a riposare, vada. Buona notte!-
-Notte!- Sophì corse in camera sua. Forse qualcosa stava andando per il verso giusto. Avrebbe parlato con i suoi genitori, anzi, con suo padre. Dargor sembrava la persona adatta a lei infondo. Però c'era sempre quel dubbio che la attanagliava: il principe era pur sempre un Angelo Nero.