Capitolo 17
I giorni si susseguivano e le bianche strade di Saros iniziarono a riempirsi di sgargianti colori invernali quali il giallo e il rosso delle foglie secche. Queste cadevano dai rami degli alberi formando un tappeto multicolore. Era l'avviso dell' inizio della stagione invernale.
Era seduta sul terrazzo a prendere una tazza di thè con la sua ancella, Sophì osservava il mare che infuriava, la tazza fumante tra le mani. Khalen si limitava a leggere il suo libro.
La principessa aveva molte cose a cui pensare e in quei giorni si era resa conto che aveva rischiato molto. Hymeh aveva notato il ciondolo che le aveva regalato Dargor e aveva iniziato a farle una miriade di domande. Alla fine Sophì era stata costretta a raccontarle di Dargor omettendo quegli imbarazzanti momenti in cui si erano coccolati un pò troppo.
Pensando alla testardagine della Strega Bianca, si era ricordata della richiesta del principe. Bevve la sua tazza ancora calda e si recò da Hess. Lo trovò un pò sulle sue ma quando gli parlò di suo cugino il suo atteggiamento si addolcì. Non le diede nemmeno il tempo di finire la spiegazione che il ragazzo partì veloce come una furia verso la locanda in cuo alloggiava Dargor, sapeva bene che il cugino non lo chiamava mai per nulla.
Intanto Nixon era andato con Cassandra e Ahti dalla regina degli Elfi, l'alchimista che Dargor le aveva portato aveva una soluzione e aveva istruito Cassandra e Ahti per liberare lo spirito giovane della regina.
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-Quindi quando sei passato per la Catena Avversa hai notato movimenti sospetti.-
-Esatto...-
-Ma eri a dorso di Drago, potresti esserti sbagliato.-
-Non credo... erano un branco intero, beh, non proprio un branco ma venivano da questa parte. Inoltre ho notato creature simili a Draghi... ma erano bianchi e scheletrici.-
-Nick, i Draghi non possono volare se deboli.-
-Lo so, Dargor, ecco perchè ti ho avvisato qualche giorno prima di arrivare quì.-
Dargor era in camera sua e stava discutendo col suo amico di Accademia, Nick. La situazione era talmente strana che il principe non gli credeva così avevano iniziato una discussione. Mentre parlavano qualcuno bussò alla porta e fu Nick ad aprire. Hess era arrivato ansimando per la corsa che si era fatto fino alla locanda e quando vide il cugino non esitò a strozzarlo con uno dei suoi poderosi abbracci "fraterni".
-Sophì mi ha detto di te e che sarei dovuto venire perchè mi cercavi. Sei un pò dimagrito o sbaglio?- disse il ragazzo con un sorriso.
Dopo essersi scambiati i convenevoli si sedettero sulle tre poltrone davanti alla finestra e affrontarono l'argomento cruciale. Dargor accavallò le gambe e vi appoggiò i gomiti -Ti ho fatto chiamare perchè Nick ha delle notizie sconcertanti. Poichè sono passati tre giorni non speravo che venissi. Stavo per perdere la speranza.-
-Sophì mi ha parlato oggi di te e sono corso subito.- si giustifiò il cugino -Dunque cosa è successo di così inquietante?-
-Nick dice di aver visto qualche giorno fa un branco di strane creature sulla Catena Avversa. Era a dorso di Drago e il punto che mi ha indicato si trova a circa nove giorni di marcia, sai la parte Est, nei pressi del Cimitero dei Draghi ma un pò più avanti...-
-Un pò prima delle nidiate?- chiese Hess interrompendo il cugino.
-Esatto. Prevedendo che i Draghi non li lasceranno passare potrebbero prolungare la marcia circuendo la valle delle nidiate.- disse Dargor.
-Ma come fai a sapere che stanno venendo quì?.-
-Nick li ha visti venire in questa direzione. Inoltre le creature che hanno attirato la sua attenzione erano dei Draghi bianchi scheletrici.-
-Il mio Drago si era innervosito vedendoli e aveva accellerato il volo.- spiegò Nick -Non pensate che possano essere pericolosi? C'erano anche Orchi e creature pelose simili a lupi ma avevano le li da pipistrello...-
-Demoni lupo.- lo interruppe Dargor senza esitazione alcuna. Aveva iniziato a riflettere come suo solito e ogni tanto tormentava il ciuffo della frangia -Una truppa...- mormorò.
Il silenzio era calato improvisamente, come se sulla stanza fosse stata messa una cupola di vetro che non lasciava passare i suoni.
-Cosa proponi?.- intervenne Nick.
-Avvertiremo Ilja e credo che la aiuterò nel caso in cui si decida di intervenire.- rispose il biondo senza ripensarci su -Per ora non è nelle condizioni adatte a combattere nemmeno una mosca.- continuò a riflettere -Ma dimmi, come sta Hymeh? Nixon dà problemi?- chiese.
Al che Hess si incupì -Beh, va tutto bene ma oggi Hymeh è stata colpita da una strana debolezza ed è rimasta a letto. Infatti non ha potuto andare con Cassandra a liberare Ilja.- spiegò.
Dargor parve interessato -Allora la libereranno? Benissimo!- parve rallegrarsi -Allora aspetteremo la sua totale ripresa e l'avvertiremo.-
°°
Lo specchio brillava nella sala del consiglio. Cassandra lo osservò da vicino sfiorando con le dita la cornice finemente lavorata. La giovinezza della regina Ilja la guardava con ingenua curiosità con i suoi grandi occhi chiari.
La regina Ilja in carne e ossa la guadava con nostalgia, desiderava riavere la sua giovinezza come non mai.
-Siamo pronti per iniziare.- disse il vecchio mago Ahti.
Nixon si era seduto su una sedia della sala e osservava la scena interessato. Il vecchio Ahti sottopose la regina ad un incantesimo del sonno dopodichè la sistemò su una comoda bradina messa appositamente.
Cassandra si fece avanti, tra le mani aveva un ciondolo e una spada. Il ciondolo aveva una forma a goccia ed era di puro cristallo azzurro e risplendeva di luce propria. La spada era finemente lavorata e la sua lama era dura come il cristallo e di colore azzurro.
Il vecchio mago però era perplesso -Ci serve qualcuno che evochi un cerchio mistico per bloccare una possibile fuga dello spirito della regina.- disse.
Nessuno dei due sembrò pensare a Nixon, al che l'Angelo Nero si alzò -Se permettete posso aiutarvi.- si propose con una nota di baldanza nella voce. Si aggiustò i capelli neri con una mano e attese la risposta.
Cassandra sembrava riluttante ad affidargli un compito simile. Ma il suo mentore era interessato alla cosa. Scrutava Nixon con fare indagatore e, dopo essersi lisciato la barba lunga per un pò, annuì con la testa. La regina fu sottoposta ad un intantesimo del sonno così da permettere allo spirito di tornare al suo posto senza ricevere resistenza. Fu scelto un angolino ben definito della stanza circolare e fu piazzato lo specchio. Nixon delimitò la zona con pietre uguali sulle quali erano segnte rune diverse, entro quella zona il cerchio mistico avrebbe preso consistenza evocato dalla formula necessaria.
Cassandra e Ahti si posizionarono di fronte allo specchio, il corpo assopito della regina ai piedi dello specchio. Nixon unì gli indici e i pollici formando un triagolo, pronunciò parole diverse dal solito e un cerchio violaceo sormontato da rune si materializzò, luminoso, attorno a loro. Qualsiasi cosa volesse entrare o uscire non poteva farlo. Senza esitazione Cassandra ruppe lo specchio con la spada e subito dopo la superficie rotta sprigionò luce accecante. L'ombra di Ilja era in piedi, davanti a loro, semitrasparente e li fissava priva di espressione.
Cassandra alzò il ciondolo di cristallo, pronunciò parole elfiche che costrinsero lo spirito ad entrare nel piccolo oggetto. Quando ciò fu fatto, Ahti prese il ciondolo e lo appoggiò sul petto della regina Ilja. Il ciondolo brillò di fioca luce non appena entrò in contatto con il corpo. Cassandra era in ansia, il momento cruciale era arrivato. Il suo mentore si affiancò a lei e la rassicurò -Facciamo quello che va fatto.- disse con un debole sorriso. Una strana nenia echeggiò nella stanza. Alla voce del mago si affiancò anche Cassandra, una nota dolce che accompagnava quella roca. Ogni parola era un ordine, ogni ordine era un macigno che attivava la capacità di assimilaione dello spirito. Il ciondolo brillava sempre di più fino a quando non si esaurì del tutto. Intanto la nenia continuava imperterrita fino a quando la pelle raggrinzita dell'elfa non ritornò liscia e vellutata, le rughe sparirono e i capelli riacquistarono la loro brillantezza. E poi la regina aprì gli occhi con tale velocità da spaventare tutti.
Nixon guardava ammirato la rapida metamorfosi, il cerchio mistico si ruppe e l'elfa si alzò a sedere, il ciondolo le cadde sulle gambe. Cassandra corse da lei per sapere come stava mentre Ahti analizzava lo specchio con interesse.
-Grazie per quello che avete fatto.- disse Ilja con un gran sorriso. Si guardò le mani tornate normali e si accarezzò i capelli argentati -Grazie di nuovo.-
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La giornata proseguì normalmente, Ilja tornò sul trono più radiosa che mai. Per rigraziare Cassandra e Ahti, regalò loro speciali scettri magici per potenziare le magie dell'elemento a cui appartenevano. Erano oggetti assai rari e solo Hymeh ne possedeva uno.
Intanto Sophì era in camera della sua tutrice, parlavano tra loro e discutevano. Ma Hymeh non sembrava nemmeno in vena di chiacchiere piacevoli, la sua debolezza era qualcosa che la faceva restare a letto impedendole anche di mettersi a sedere. Hess e l'incappucciato, che si rivelò a Hymeh come Dargor, erano preoccupati vedendo le sue condizioni e decisero di correre a parlare con Ilja, forse lei aveva qualche consiglio da dare.
Nella parte restante del palazzo la situazione era tranquilla ma mentre Cassandra e Ahti uscivano dalla sala del trono insieme a Nixon, arrivò Hess accompagnato da un uomo incappucciato, lo stesso che avevano incontrato all'entrata del palazzo giorni fa. -Ragazzi, com'è andata?- chiese Hess.
Cassandra sorrise furbescamente -La regina è sul trono e non è mai stata così bene!-
-Siete grandi!- esclamò l'Angelo Nero -E tu? Nixon? Sei stato... utile?-
Nixon lo fissò con freddezza e annuì -Ho impedito una probabile fuga dello spirito.- disse con orgoglio.
-Sentite, io devo parlare con la regina. Siamo appena tornati dalla camera di Hymeh e mi è sembrato che stesse peggio degli altri giorni. Quì con me c'è la stessa persona dell'altro giorno, mi terrà compagnia.- spiegò Hess con una nota di disagio nella voce.
Cassandra fissò l'incappucciato e sorrise -PEnso sia bene che anche il mio mentore venga con voi, è un mago molto abile e credo che sappia trovare la soluzione facilmente.- consigliò -Io e Nixon andiamo a trovare Hymeh, vero Nixon?- sembrava più un ordine che un'esortazione, Nixon non si fece pregare due volte e seguì la rossa come ipnotizzato.
Ilja aveva già ripreso ad occuparsi delle sue faccende ma non rimase stupita quando vide i due ragazzi, ma rimase stuptita solo per la presenza di Ahti -Non fate entrare nessuno da adesso.- ordinò alle guardie -E' successo qualcosa?- chiese.
Toltosi il cappuccio Dargor raccontò cosa gli aveva detto il suo amico Nick. Ahti sembrava alquanto preoccupato, si lisciava la barba, nervoso e scrutava il principe con attenzione. Intervenne quando si fece riferimento ai Draghi bianchi -Non è possibile che esistano. Circa quindici anni fa fu ucciso l'ultimo di quella specie. Inoltre non si tratta di Draghi ma di Khrylock, creature la cui esistenza è in bilico tra il mondo dei vivi e dei morti, si nutrono dell'essenza magica di qualsiasi creatura che la possieda fino a prosciugarla completamente portandola alla morte.- spiegò con voce incrinata, il ritorno di quelle creature fece riaffiorare terribili immagini nella mente del vecchio mago.
Ilja sembrava altrettanto perplessa -Quello che dice l'Onorevole è vero. Siamo stati noi elfi a toglierlo di mezzo. Sterminò una famiglia intera, quindici anni fa. Era una famiglia di alto rango e probabilmente era stato mandato da qualcuno che voleva toglierla di mezzo. Comunque sia è la presena di altre creature che mi preoccupa. Provvederemo a sistemare delle difese e delle sentinelle ai margini del fiume.- sentenziò -Per quanto riguarda Hymeh, come sta? Non ho potuto visitarla e le cose che mi hanno detto sono sconcertanti.-
Hess si incupì come non mai -Sono venuto quì anche per questo motivo. Sa perchè si sente così?- chiese.
-So qualcosa e non mi piace.- rispose l'elfa, i suoi occhi osservavano Hess con velata tristezza -Ma continua. Dimmi un pò cosa è successo esattamente.-
Il mago Ahti aveva smesso di ascoltare la conversazione. Guardava fuori dalla grande finestra, il tempo si era guastato. Plumbee nuvole nuotavano in cielo e sinistri lampi gialli le illuminavano. Un tuono rimbombò nella sala, un altro e un altro ancora. La mente del mago navigava nei ricordi più scuri fino a quando non si alzò sussurrando un "Hymeh" -Scusate, penso che andrò a trovare anche io la mia allieva, è da ieri che non la vedo.- disse con voce tremante -Scusate di nuovo.- si congedò. Chiusi i battendi del portone iniziò a correre nonostante l'età, annebbiato da quei ricordi che credeva aver dimenticato. Raggiunse la camera e cercò di sistemarsi meglio che poteva, riprese fiato ed entrò. Non c'era nessuno perchè la Strega si era addormentata, era tranquilla. Sospirò rassicurato. La osservò meglio cercando qualche strano sintomo ma tutto sembrava tranquillo. Le aggiustò la frangia con la mano ossuta e sorrise tristemente -Prima o poi il tuo passato si mostrerà e allora scoprirai cose che nemmeno avresti immaginato.- disse con quella nota d'affetto che solo un padre avrebbe potuto avere. Prese uno dei suoi numerosi medaglioni e glielo pose sul comodino -Riposati e non mollare.-
Nella sala del trono si discusse su cosa fare e alla fine si arrivò ad una decisione.Era stata Ilja a spiegarne i motivi e le conseguene -Potrai dividere con lei la tua energia e permetterle di affrontare il parto. Avrà difficoltà e ne uscirà ulteriormente indebolita ma vivrà.- aveva detto.
Hess aveva riflettuto molto in quei momenti che gli avevano dato e alla fine aveva preso la sua decisione -Va bene. Penso sia la cosa giusta da fare in questo caso. Anche se...-
La sua titubanza incuriosì sia Dargor che Ilja -Anche se... cosa?- chiese la regina.
-Non mi sembra giusto... Non so perchè. Non è come avrei voluto che fosse.- rispose Hess con fiacchezza -E poi tutti sanno che non sono corrisposto.-
-Io sono sicuro che accetterà.- intervenne il principe Dargor con sicurezza -A parte il fatto che sia costretta a farlo per la propria sopravvivenza ma penso sotto sotto ti ami.-
Il cugino sospirò ancora più perplesso -Cosa te lo fa credere?-
-Non lo so.-
-Ma che razza di risposta è questa? Non voglio vivere con una persona che non mi sopporta!- si infervorò-
Ilja dal canto suo ascoltava le varie motivazioni e poi intervenne -Prova a parlarle con franchezza e sincerità. Non nasconderle niente. Conosco Hymeh da quando aveva dieci anni e, credimi, era molto diversa da ora.- era addolorata. Ricordava bene quando Hymeh era arrivata, le condizioni in cui era ma soprattutto del perchè era stata portata lì. Sorrise rassicurante e fece cenno ai due ragazzi di uscire -Dargor, voglio vederti domani mattina per decidere la strategia. Hess, da te mi aspetto una buona notizia invece. Prepararemo la cerimonia prima che ripartiate così potrai vegliare su di lei senza intoppi.-
Hess si inchinò leggermente -Va bene, maestà.- rispose -La sposerò.-
Dargor lo rassicurò con una pacca sulla spalla -Il tempo giocherà a vostro favore.- disse con mesto sorriso e si diresse all'accademia dove avrebbe aiutato Ilja a organizzare la difesa del regno in caso di attacco.