CAP-13
Il cavallo nero correva veloce come il vento per i sentieri meno trafficati. Continuava a correre. Il suo cavaliere lo spronava a dare il massimo per arrivare il prima possibile a Saros. Dopo alcuni giorni, era arrivato al ponte che collegava le due sponde opposte. Era molto lungo e Ira Tenax si era fermato prima di giungere sul ponte.
La acque del fiume vorticavano furiose, c'era stato un tremendo temporale probabilmente. Dargor fu costretto a scendere e proseguire a piedi, Ira tenax veniva tirato per le briglie, si riufiutava categoricamente di passare. Poichè non demordeva, Dargor fu costretto a richiamare le ali per aiutarsi. Il ponte era abbastanza grande da permettegli di spiegarle completamente.
Sbattendole ogni volta che tirava lo stallone, era più facile proseguire. Questo perchè la forza del battito gli permetteva di indietreggiare più facilmente e sforzarsi di meno. Alla fine, Ira Tenax si convinse e proseguirono senza intoppi.
-Non immaginavo che avessi paura di un ponte. Fifone!- esclamò il principe dandogli una pacca sul muso -Eppure hai combattuto in diverse guerre!- gli diede qualche biscotto per farlo sentire meglio. Rimontò in sella e proseguì. Si sarebbe fermato ad Argentèa per riposare e poi sarebbe passato per Uranya arrivando, finalmente, a Saros.
Le Pianure di Selene erano splendide, Sophì le guardava con ammirazione. Erano immense, qualche albero si ergeva, alto, sul terreno fertile. Ogni tanto, qualche coniglio faceva capolino dalla propria tana. Gli uccelli cantavano e alcuni cervi pascolavano sui verdi prati.
-Bel posto, vero?- chiese Hymeh facendo sobbalzare la principessa.
-Si. Posto stupendo.- rispose sorridendo -Vedo che stai meglio.-
-Non saprei. Ho fame.-
-Anche io.- concordò Sophì.
-Non si lasci ingannare dalla bellezza di queste terre, principessa. Qualcosa di magico governa questo posto. Non si allontani dal gruppo, assolutamente.- le raccomandò con la solita severità.
-Va bene!- disse Sophì rassicurata del fatto che la Strega Bianca fosse ritornata la solita.
-Ah, durante il viaggio riprenderemo a studiare e inizieremo dopo pranzo. Ho chiesto ad Hess se potevamo riposarci quì.- disse improvvisamente la donna.
La principessa era esterrefatta, studiare? Continuò a fissare la sua tutrice con incredulità -Dobbiamo proprio?- chiese supplicevole. Lo sguardo della donna le fece capire che era un si perentorio e non ammetteva ribattiti.
La ragazza si rassegnò e si sedette sul verde prato e guardò il cielo, era attraversato da soffici nuvole bianche. Seguendo la sua fantasia, Sophì scovò due cavalli, un coniglio e un Drago, o almeno, gli somigliava.
Il Drago di Dargor, Terra, se n'era andato a caccia ed era sparito da un pò. Solo dei ruggiti si sentivano in lontananza.
Sophì fu richiamata a mangiare e subito dopo si riprese a studiare. L'argomento era, di nuovo, i Circoli mistici. Sembravano stare a cuore alla Strega Bianca.
-E' importante imparare ad usarli.- disse la donna. Khalen, l'ancella, le guardava con interesse e ogni tanto prendeva anche lei delle lezioni. Lei e la principessa avevano legato tantissimo. Forse perchè Sophì non aveva avuto sorelle e aveva trovato in Khalen la sorellina minore.
-Beh, non avresti dovuto!- esclamò Hess infuriato, ciò distrasse le ragazze dai loro studi.
I due Angeli Neri si guardavano in cagnesco.
-Io non ho doveri verso un parente della famiglia reale.- disse Nixon -Nè tantomento ho giurato fedeltà a tuo cugino. Sono libero di fare ciò che voglio.-
Hess continuava a fissarlo con astio -Io sto parlando d'altro. E lo sai bene!-
-Davvero? Oh, certo. So quanto ti sei arrabbiato con il generale per l'ordine che mi aveva dato. Ma, vedi, è così che va il mondo.- il suo tono era ironico.
-Cosa succede?- Sophì guardò Hymeh, la donna non li guardava nemmeno. Aveva una mano sulla fronte e borbottava. Sapeva che prima o poi Hess avrebbe avuto un attacco d'ira.
Vedendo che la Strega non rispondeva, la principessa si concentrò su quello che dicevano i due uomini.
Hess aveva preso per il colletto Nixon, sembravano sul punto di azzuffarsi -Pensavi che non avrei continuato a proteggerla? Ti sbagliavi.-
-Non ti conviene fare il duro con me.- lo inclazò Nixon -Quella Strega si è salvata solo per un colpo di fortuna.-
Forse per quello che aveva detto, o forse perchè ne aveva fin sopra i capelli, Hess era saltato addosso a Nixon iniziando a prenderlo a pugni. Non lo sopportava più e quella era l'occasione adatta per dargli una lezione.
-Non dovremo fermarli?- chiese Khalen scandalizzata, gli occhi sbarrati, fissi sui due.
Sophì guardò la Strega Bianca cercando una risposta. Hymeh li stava guardando, un luce strana le brillava negli occhi, era soddisfazione -Tra poco. Lasci che Hess si sfoghi un pò.- rispose sforzandosi di non ridere.
-E' solo colpa tua se ora è in queste condizioni e non mi riferisco solo a quello!- ripeteva Hess in furiato tra un pugno e l'alto. Nixon aveva iniziato a ricambiare e ora si picchiavano entrambi. Evitavano pugni e colpivano, oppure si davano violenti spintoni.
-E tu sai che non m' importa. Il probema è suo!- rispondeva di rimando Nixon.
-Questa è una sfida aperta!- annunciò Hess sguainando la spada, voleva toglierlo di mezzo a tutti i costi. Hymeh stavolta guardava con tensione. Solo quando Nixon sguainò la sua di spada, la donna si alzò, e si piazzò tra i due avversari -Volete smetterla?- chiese arrabbiata, era paonazza in volto.
Hess la fissava incredulo, il volto era pieno di lividi e di qualche ferita sanguinante, anche Nixon era nelle stesse condizioni. La Strega Bianca respirava a tratti -Piantatela! Sennò vi ammazzerete entrambi! Vi ho lasciato fare, così vi sareste sfogati!- era tesa -Ma arrivare a un duello non me lo sarei aspettato.-
-E' colpa sua se ora sei in queste condizioni!- disse Hess.
-E allora? Ha ragione lui, è un mio problema!- rispose con irritazione, qualsiasi cosa per far finire quella situazione insopportabile.
Quella era l'occasione giusta per sfogarsi, per ognuno di loro. Per tutti quelli che avevano affrontato un periodo difficile. Sophì fissava tutti e tre con mesta preoccupazione, Khalen faceva altrettanto.
-Vedi? Mi dà ragione, dovresti farlo anche tu, tonto! Non sei capace di vedere al di là di questa donna? Ti sei costruito una campana di vetro attorno? Il mondo va avanti ma tu resti sempre nelle tue posizioni!- disse Nixon.
-Quello che dici è solo una stupidagine! So cosa sta succedendo, cosa pensi? Non so che sta succedendo qualcosa di grosso? E tu sei uno di quegli sporchi traditori che per fama e vana gloria si schierano dalle forze opposte! Sei solo un inetto!- urlò Hess.
-Ora basta, ti prego. Ne abbiamo già parlato.- Hymeh si era avvicinata al cugino di Dargor con passo lento e gli aveva preso le mani tra le sue cotringendolo a far cadere la spada, lo sguardo supplichevole e stanco. Lo fissava negli occhi e qualche lacrima di tedio scese sulle guance. Poggiò il volto sul petto dell'uomo -Ti prego. Smettetela.-
Hessa la fissava paziente, poco dopo la strinse a sè -Hai ragione, scusami. Almeno mi hai permesso di dargli una piccola lezioncina.- le baciò la fronte, la mano tra i lunghi capelli, sorrise rassicurante -Riprendi la tua lezione. Non vi disturberò più.-
-Mi è passata la voglia.- disse la donna -Penso che andrò a riposare. Vieni che ti sistemo quei graffi.-. L'Angelo Nero la seguì obbediente verso il carro dopo aver ripreso la spada.
Nixon continuava a fissarlo con odio, rifoderò la spada e si sciacquò nella bacinella poco lontano dal campo, solo.
Sophì rimase un pò perplessa. Aveva il libro stretto tra le braccia, si chiedeva cos' altro fosse successo per far arrabbiare Hess in quel modo. Spostò lo sguardò sull'altro Angelo Nero e poi decise cosa fare. Andò al carro e prese dell'acqua curativa e dei tamponi senza curarsi delle domande di Hess. Con decisione andò da Nixon che, intanto, borbottava nervoso.
-Io traditore... tsk, sono loro i traditori della nostra stirpe...- si sciacquava nervosamente senza concludere niente. Hess gli aveva provocato dei tagli più profondi di quanto si aspettasse -Dannato Cavaliere dell'Armata.-
-Se continui così non andrai da nessuna parte.- disse Sophì sorridendo divertita.
-E' meglio che mi lasciate solo, principessa. Potrei essere pericoloso.- rispose ironico. I Cappelli neri si erano incollati al volto bagnato.
La principessa non si mosse dalla sua posizione, si avvicinò ulteriormente prendendo un tampone imbevuto di acqua curativa. Senza aver ricevuto il permesso dell'altro iniziò a ripulire i tagli e le piccole ferite, l'espressione serena in volto -Non dovresti rispondere alle sue provocazioni.- disse -E anche lui dovrebbe fare lo stesso con te.-
-Cosa volete sapere da me?- chiese schietto l'Angelo Nero.
-Cosa è successo alla Strega Bianca. Hess non avrebbe mai osato prendeti a pugni solo per la perdita dei poteri.- lo fissava .
-E voi ditemi dov'è il principe Dargor. Quando è fuggito Wandarer era furioso, ma non poteva permettersi di allarmare l'armata, quindi, sapendo in che condizioni era, non se ne era preoccupato molto. Voi sapete dov'è, ne sono sicuro.- la fissava con determinazione.
Sophì sostenne il suo sguardo con tranquillità -Non lo so, credimi. Vorrei saperlo anche io. Allora? Cosa è successo alla mia tutrice?- chiese continuando a curarlo.
-A dire il vero, un pò Hess ha ragione ad arrabbiarsi così.- ammise Nixon - In genere non andiamo mai oltre il limite concessoci. Facciamo lo stesso con gli Angeli Bianchi.- sembrava stranamente dispiaciuto.
Sophì lo fissava cercando un significato in quelle parole.
-Non sarà facile per la Strega portare in grembo il figlio di un Angelo Nero.- disse in fine.
Il volto della principessa era dipinto di stupore -Figlio? La Strega Bianca è...-
-Si. Avevo deciso di fermarmi quella volta, ma lei era così bella e poi stava per morire, che m'importava di quello che stavo facendo?- l'espressione mutò all'improvviso in un ghigno sognante -Ma, a quanto sembra, si è salvata e ora ne pagherà le conseguenze.-
-E' una semplice gravidanza, non è vero?- chiese preoccupata, spostò i capelli della frangia dalla fronte per poter curare il taglio.
Nixon non rispose, fissò la ragazza con apprensione -Rischia la vita perchè noi Angeli Neri siamo la Magia Oscura incarnata. La Strega usava Magia Bianca e ora che è una donna normale la situazione è difficile. Soprattutto perchè il Gurdak Holst l'ha indebolita anche fisicamente, potrebbe morire di parto.- sentì la mano della ragazza tremare -Ma potrebbe morire anche prima.-
Saputa la situazione, Sophì decise cosa fare, respirò a lungo dando un'ultima occhiata al suo lavoro, più nessuna ferita sanguinava, poi parlò -Cosa ti spinge a eseguire gli ordini di Wandarer? Cosa ti ha promesso di così prezioso e importante da convincerti ad assalire il castello?-
Nixon riprese l'espressione corrucciata che aveva inizialmente, guardò le nuvole che nuotavano nell'azzurro del cielo -Un podere e un aumento di grado nell'esercito.- rispose.
-E gli consenti di manovrarti come vuole?- chiese la fanciulla con finto stupore.
-Cosa intendete dire?- chiese improvvisamente l'Angelo Nero, ora la fissava con interesse.
-Tu non vorresti essere quì, lo so. Ma ci sei perchè è stato Wandarer a ordinartelo. Tu fai tutto quello che ti ordina. Perchè? Perchè ti lasci comandare a bacchetta senza una volontà tua?- voleva portarlo dalla sua parte, doveva provarci, sarebbe stato un ottimo alleato.
Nixon non rispose, abbassò lo sguardo, rifletteva -Io... non...- la ragazza aveva messo in ballo un argomento che lui non si era mai posto. Osservò la sua interlocutrice, solo ora si rendeva conto di quanto fosse diversa dalle altre. Il suo animo era puro e i suoi occhi erano lo specchio che la rifletteva. Rimase a fissarla per un pò tentando di capire cosa frullasse in quella tesa bionda.
Improvvisamente i cavalli nitrirono, Terra era tornato ed era atterrato pesantemente sulle zampe posteriori. L'impatto al suolo spaventò i cavalli che pascolavano tranquilli. Questa interruzione sembrò permettere a Nixon di riflettere, stava per parlare ma fu interrotto da uno sbuffo di fumo roseo e uno stridulo canto di un uccello.Sophì osservò la nube con curiosità mentre Nixon era sulla difensiva, la mano poggiata sull'elsa della spada. I suoi occhi fissavano il punto in cui, poco dopo, era apparsa una giovane donna dai capelli rossi. La presa sull'elsa diminuì.
-Ma io ti conosco!- esclamò la principessa con occhi sgranati, questa volta non era un'ombra, era una donna in carne e ossa. Il fiero uccello indaco torreggiava sulla sua spalla.
La donna le sorrise con cordialità -Sono venuta a trovare la mia amica, Hymeh.- disse. La voce era leggera ma aveva quel tocco che la rendeva unica. Nixon la scrutava con curiosità, quei capelli rosso fuoco erano unici del loro genere e quegli occhi vermigli attiravano subito l'attenzione, non si poteva non guardarli.
-La Strega Bianca sta curando Hess, è nel carro. Ma chi sei? Posso saperlo?- chiese la bionda.
-E' un'Incendiaria.- rispose Nixon per lei con tono ammirato, era affascinato. Quella donna emanava un'aura di potere magico intensissima, era un potere innato, un potere davvero interessante.
Cassandra sorrise soddisfatta -Si. Ma non sono quì per parlare di me. Ho bisogno di parlare con Hymeh al più presto. Quindi andrei al carro, se non vi dispiace.- disse con un sorriso -Ah, mi chiamo Cassandra.-.
-Cassandra. Bel nome!- esclamò Sophì. Nixon continuava a fissarla, rapito da quegli occhi magnetici.
Verso sera il gruppo si era riunito presso il fuoco di bivacco che avevano acceso. Si mangiò coniglio e bacche azzurre, raccolte da Cassandra.
-Oh Amica mia, come ti sei ridotta.- disse Cassandra improvvisamente -Senza poteri. Mi chiedo come fai a essere ancora quì.-
Hymeh sorrise leggermente -Non lo so nemmeno io.-
-Comunque ho molte cose da riferirti.- riprese la rossa. Erano tutti seduti su dei tronchi caduti, usati a mò di sedia. Il fuoco di bivacco scoppiettava allegramente e la luna piena brillava in cielo. -Questo posto è molto pericoloso in certi aspetti. Non sai mai cosa puoi trovarci, soprattutto per i Keratolos. E per i Troll che hanno iniziato ad aggirarsi indisturbati per i regni.-
-Troll? I Troll si stanno aggirando...- si allarmò Hess improvvisamente, si era alzato dal suo posto facendo cadere la sua cena sull'erba -Ma porca...- esclamò irato omettendo la parte finale della frase.
Cassandra era seria -Non ancora, ma accadrà a breve.-
-Penso che andrò a dormire. Ci vediamo domattina, Cassandra?- chiese Hymeh.
-Vengo con te e parliamo nel retro del carro.- disse la diretta interessata.