Leggeva spesso ultimamente. La principessa era seduta sul trono al fianco di Wandarer e lo aiutava con le commissioni. Le guardie portarono un vecchio contadino, era mal concio. Per la prima volta gli abitanti di Erian stavano attraversando un periodo nero, Wandarer aveva iniziato con la richiesta di tasse sempre più ingenti e si circondava di nobili Angeli Neri che costituivano la sua corte.
Sophì mise da parte il libro e osservò il povero contadino che pregava in ginocchio di dargli del cibo e un pò di denaro.
Wandarer posò dapprima lo sguardo su Sophì -Questa gente dice di non avere soldi e cibo, ma tutti sanno che non è così.- disse rivolto alla
giovane con tranquillità.
Ultimamente i terreni del regno erano diventati poco fertili ed era sempre più difficile coltivare e far pascolare le
mandrie, le quali iniziarono a deperire. La principessa osservava il contadino, diceva di avere quattro figli e una moglie che si era ammalata, sembrò che Erian avesse perso il suo splendore dopo la morte del re e la sparizione della sua
regina, come se il regno fosse stato privato dell'energia vitale. La ragazza si
alzò in silenzio, scese dalle scale e si avvicinò al vecchio contadino, gli prese le mani tra le sue -Presto questa situazione difficile finirà. Mi porti quì sua moglie, la curerò personalmente e,
quanto al denaro, spero che questa somma basti per tutto il mese.- mise tra le mani dell' uomo un sacchetto abbastanza capiente. Poi sussurrò -Questa situazione passerà in fretta, ma mi serve la vostra collaborazione, la collaborazione del
popolo, spargete la voce. Se dovessi sparire improvvisamente, non allarmatevi.-
sorrise rassicurante.
Quel bel sorriso risvegliò nel vecchio contadino tanta speranza nel cuore, annuì ringraziandola per la sua
bontà promettendo tacitamente di mantenere il segreto e di divulgarlo solo al
popolo.
-Che le tasse vengano omesse a tutti coloro che non hanno la possibilità di pagarle.- annunciò la giovane con fermezza. Il che fece quasi venire un infarto al generale. -Sentito vero cosa ho detto? Dimentichi che sono io l' erede al trono. Quì si è sempre fatto in un certo modo e così sarà. D' ora in poi gli scrivani e
i censori avranno un elenco ben preciso e una cifra fissa da ritirare. Che siano Angeli Neri o meno, non m' importa.- sembrava una vera padrona di casa -Quì si fa come dico io.-
Wandarer era sempre più stupito. Giorno dopo giorno la principessa diventava sempre più autoritaria e anche più insolente, rispondeva a tono e senza paura, quest' aspetto la rendeva sempre più affascinante, sembrò che un alone di potere la circondasse. Tra i sudditi la chiamavano la Leonessa, spesso girava per i villaggi, salutava i suoi sudditi e stringeva con loro il più possibile.
La situazione era sfuggita di mano a Wandarer che iniziò a dubitare della reale debolezza della fanciulla. Spesso si chiedeva se fosse davvero un Angelo Bianco o meno, se fosse la discendente di qualcuno o se fosse proprio la Strega Bianca ad aver educato la ragazza in modo da renderla capace di affrontare qualsiasi situazione.
Ma i cambiamenti erano anche a livello fisico. Poichè aveva imparato a volare
su Terra, la sua postura era diventata più sicura e il suo fisico era più
slanciato.
La biblioteca era un posto fantastico ed era anche il posto migliore dove
leggere in pace. C'erano circa 354 scaffali, messi tutti in ordine ed erano
presenti oltre 3000 volumi, dai libri di botanica a biologia, da incantesimi ad
animali magici. C'era tutto quello che un amante della lettura poteva
desiderare, compresi romanzi e libri di pozioni magiche. Per chi voleva
dilettarsi con le spade o il tiro con l'arco, c'erano dei libri appositi.
La libreria fu fondata da Erian con la costruzione del palazzo reale e, con il
passare dei secoli, la raccolta biblica aumentò. C'erano alcune stanze chiuse
all'accesso e solo la famiglia reale poteva entrarci.
-Disturbo?- chiese il generale, entrò in biblioteca e la principessa stava leggendo dei
libri sul duello con le spade -Una fanciulla come te non dovrebbe leggere libri così.-
gli occhi osservavano il libro.
-Taglia corto, che vuoi?- chiese scocciata la ragazza.
-Beh, ero venuto per chiederti se stavi facendo la cosa giusta. Nessun sovrano ha mai legato col suo popolo.- disse Wandarer sedutosi accanto alla principessa, il suo tono era conciliante e dolce.
-Quì è sempre stato così. Io agisco secondo la tradizione di famiglia.- rispose con fermezza, continuava a sfogliare il libro per poi chiuderlo con uno scatto, si voltò verso il generale e lo fissò con sguardo indagatore -Perchè avevi ordinato di uccidere la Strega Bianca?- chiese.
Wandarer era in difficoltà -Non ho ordinato niente. Gli Angeli Neri agiscono di propria volontà, se vedono una bella donna la prendono di mira.-
spiegò.
Sophì era poco convinta -Intanto ora sta male.- non voleva rivelare la perdita dei poteri.
-Mi dispiace molto. La cosa positiva è che sia viva, no?-
-Già.- il tono della ragazza rimaneva sempre molto freddo -Domani partirò per Galatea. La Strega Bianca sta meglio e poi verrà anche Hess con noi e la mia ancella.- spiegò.
-Ma sta attenta. Le Pianure di Selene sono belle ma il bosco di Galatea non è molto sicuro.-
-Lo so. Infatti viene anche Hess. Inoltre alla Strega Bianca non fa piacere che venga anche Nixon, è stato lui a farle del male.-
prese un altro libro e lo sfogliava senza interesse.
-So cosa vuoi chiedermi, di non farlo venire. Ma non posso. Credo che tu sia diventata troppo astuta e ho bisogno di tenerti sotto controllo.- disse l' uomo.
-Come preferisci, non ho niente da nascondere.- riprese a leggere un altro libro, stavolta sui Draghi e su come accudirli, li sfogliava svogliatamente limitandosi ad osservare le immagini, ultimamente aveva legato molto con Terra e spesso Hess si complimentava con lei. Chiuse il libro con uno scatto e decise di andare nella valle rocciosa -Io vado un pò in giro, mi annoio. Anche perchè dovrei salutare Terra, non lo vedrò per un pò, povero Drago, si annoierà.- detto questo uscì dalla biblioteca portandosi dietro il libro.
-Che ci fai quì?- chiede la donna dai capelli corvini, di fronte a lei c'era Cassandra, in mano aveva un foglio.
-Ho delle informazioni da darti, prendi questo foglio e leggi le istruzioni che ci sono al suo interno. Poi dallo alla principessa, deve fare ciò che c'è scritto.- disse con rapidità la rossa.
Hymeh restò allibita senza capire, capendo ciò, Cassandra sorrise -La regina di
Erian in persona ha scritto il foglio. Sono i suoi voleri.-
Al che la Strega Bianca annuì stupita -Aspetterò allora che arrivi la principessa.-
-Dovete fare ciò che c'è scritto entro oggi, o stasera, perchè è una cosa fondamentale. E' l'ultimo tassello del mosaico e alla fine sarà più facile che le cose accadano come devono.- era enigmatica.
-Odio quando parli così... sibillino. Vero, sei una Sibilla ma non usare questi giri di parole, mi confondi.- disse Hymeh irritata.
-Beh, le Sibille prevedono ma non riferiscono le cose così come sono. Sta a te capire. Sappi solo che succederà qualcosa di straordinario e dovrai ascoltare tutto quello che il principe Dargor ti ha detto, dalla prima all' ultima parola. Altrimenti non avrà senso il suo viaggio, la sua ricerca e il suo addestramento.-
-Ricerca... cosa cerca il principe?-
-Non lo so. La sua mente è oscura e difficile da interpretare. Sto avendo molta difficoltà nell' interpretare la sua miriade di pensieri. Credimi, non smette mai di pensare! E' come se ci fosse un vortice furioso pieno di pensieri contorti e spesso così strani che puoi anche capir male.- spiegò Cassandra soppesando le parole.
Hymeh sapeva dei poteri di Cassandra, era una donna straordinaria. Era stata allieva di Ahti da quando aveva pochi anni di vita e non si stupiva se avesse raggiunto quel livello. Poteva leggere nella mente anche a distanza di leghe, leggere le correnti d'aria per previsioni semplici, ma poteva prevedere con precisione incredibile eventi molto lontani. Inoltre era, per natura, padrona del fuoco in quanto apparteneva alla rarissima specie degli Incendiari. -Ora mi rendo contro di come ragiona un Angelo Nero, da come dici tu: non ragiona affatto.-
-Ti sbagli. Solo una cosa li distrarrebbe, una bella gonnella ad esempio. Ma se hanno una missione non si distraggono fin quando non la portano a termine.-
-Dunque hai un piano in mente?- chiese la biondina, accarezzava Terra sul muso.
Hess annuì sicuro -E' un pò rischioso e non vorrei che succedesse nulla, quindi attenzione. Se mio cugino ha detto di andare da qualche parte allora è una cosa seria.- iniziò a pulire le scaglie del suo Mogalox, ormai sopportava la presenza di Sophì e spesso la ragazza lo cavalcava e andava in giro con lui.
-E' un bel guaio. Se fosse venuto con noi sarebbe stato più facile.- la ragazza appoggiò il mento sul muso di Terra e iniziò a pensare -Vorrei che Dargor fosse quì.- sospirò -Lui saprebbe cosa fare.-
-Hei! Io sono suo cugino eh! Non sono come Dargor, però me la cavo. Anzi, io e lui siamo sullo stesso piano in campo di strategie.- sembrava offeso.
-Lo so. Non volevo offenderti, però in genere Dargor è più diretto nel fare le cose. Non so se mi capisci. Va beh, non ci resta che sperare in qualche occasione adatta. Vorrei restare a Galatea qualche giorno. Oh, sai quanto ci vuole ad arrivare?-
Hess ci pensò su -Dunque, premettiamo che ci sono diversi villaggi e molte leghe di distanza tra un regno e l' altro. Penso che una settimana sia sufficiente. Se si viaggia su un Drago il viaggio si riduce a qualche ora. A cavallo dobbiamo considerare cibo, acqua e riposo. Poichè non fuggiamo da nessuno
e andiamo adagio. Se fossimo in fuga ci vorrebbero circa quattro giorni o di
meno. Ma penso che ci metteremo poco.-
Poco dopo tornò al palazzo tutta pimpante, sarebbe partita da lì a poche ore. Hess le aveva consigliato di andare a dormire presto perchè sarebbero partiti poco prima dell' alba, al primo canto del gallo, quando il sole non sarebbe ancora sorto in cielo. Camminando incontrò una donna dai capelli rossi, affascinante. Si scrutarono per un pò, l' una con curiosità e l' altra con serietà indescrivibile. Con un leggero inchino, la rossa di allontanò e svanì in una grande fiammata rosso-oro. Sophì rimase a fissare il punto in cui era scomparsa, fece spallucce e si allontanò, forse era una di quelle donne di corte che ronzavano attorno alla sala del trono, ultimamente avevano quasi invaso il castello, cosa che irritava la principessa in modo indescrivibile.
Dopo aver voltato l' angolo andò a trovare Hymeh. In quel momento stava dormendo tranquilla. La principessa sorrise pensando ai progressi che aveva fatto, aveva iniziato a camminare anche se traballava, stava in piedi per qualche minuto anche se necessitava di un supporto. Era davvero debole e non si capiva il motivo. Nel momento in cui Sophì stava per
andarsene sentì chiamare, era la Strega che stava parlando -Ho bisogno di chiederle un favore, principessa.- la sua voce era flebile, come sempre.
La ragazza si voltò, la donna era seduta con la schiena appoggiata allo schienale del baldacchino, in mano aveva una pergamena col sigillo di Argor: un Grifone con due spade incrociate -E' da parte di sua madre, principessa.- disse porgendolo alla ragazza.
- Ma è il simbolo di Argor! Mia madre è li?- Sophì lo prese e lo aprì con rapidità, voleva sapere cosa c' era scritto. Però rimase delusa notando che nella pergamena c' era solo una lista di cose da fare tra cui prendere una mappa particolare.
-Faccia tutto quello che c'è scritto. E' la regina che lo ordina. Ma la mappa deve essere presa prima della partenza.- raccomandò -Ci servirà.-
Sophì annuì e, sapendo dove erano le mappe, si diresse nella sala dove era custodita la mappa in
questione, era una delle sale riservate solo alla famiglia reale. Prese una
chiave in uno scomparto nascosto nel muso e aprì la porta ferrata. Arrivata sul posto frugò un bel pò prima di
trovarla. C'erano numerose pergamene, mappe e libri antichi che raccontavano
tutto sulla famiglia reale. Soddisfatta, tornò in camera della Strega.
-Ci ho messo un bel pò ma alla fine eccola!- esclamò felice.
La Strega prese tra le mani il rotolo di pergamena, lo osservò per un pò intravedendo nella ripiegatura i disegni della mappa. Annuì
soddisfatta e la consegnò all' ancella che seguiva la principessa in ogni luogo. Le raccomandò di custodirla fino alla partenza. -Sarebbe cosa buona andare a dormire, non crede? Altrimenti non si sveglierà.- raccomandò la mora. Così entrambe le ragazze, ancella e principessa, andarono a dormire.
La notte ormai ricopriva tutto con il suo manto nero. In cielo c' erano solo i pipistrelli e ogni tanto si intravedeva qualche fiammata quà e là da parte di qualche Drago di passaggio.
-Fa attenzione. Vuoi fare una cosa troppo pericolosa!- disse Rhodesia.
Il principe montò su Ira Tenax -Non ti preoccupare. Conosco il posto e anche i rischi che corro.- disse -Quando arriveranno iniziate subito il vostro incarico.- raccomandò.
-Non capisco ancora a che pro tutto questo affaccendarsi.- disse l'Amazzone
incrociando le braccia al petto, aveva tra di esse un fagottino.
-Mi aspetto semplicemente un conflitto. Vorrei parlare anche con i Demoni.
Poichè mi aspetto un rifiuto gli manderò direttamente una missiva. Non vorrei trovarmi in una brutta situazione.- riflettè Dargor.
Rhodesia gli consegnò il fagotto -Ti servirà.- disse -E' contro le bruciature.-
-Grazie.- era quasi incredulo.
-Riguardati, su. Ora va! Ti aspettiamo con ansia!-
Così il principe si diresse a Nord, verso il Monte Kalnac.